Germania – importazioni di vino 2018

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email

 

Le importazioni tedesche di vino hanno raggiunto in valore il loro massimo storico nel 2018, toccando quota 2.67 miliardi di euro, con una crescita del 5%. In questa ottica, l’andamento del prodotto italiano che resta largamente il leader e cresce del 6% è più “normale” di quanto ci aspettavamo quando commentavamo i dati dal lato nostro (le esportazioni) verso il paese tedesco. È una immagine forse sbagliata, ma il mercato tedesco è difficile anche per l’approccio dei consumatori che sono meno legati ai marchi e più restii a “crescere nella qualità”, soprattutto in alcune categorie come le bevande alcoliche (ne sa qualcosa Campari). Comunque, all’interno dei dati positivi la buona notizia per l’Italia è che le cose vanno bene anche (e soprattutto) per i vini fermi, dato che la Germania è uno dei posti dove il nostro spumante non riesce ad accelerare ancora. La Francia ha una performance simile all’Italia sia anno su anno che nel medio periodo, idem per la Spagna. L’unico esportatore che sta crescendo veramente in modo strutturale e veloce è la Nuova Zelanda che però ha una posizione veramente marginale.


 

  • La Germania ha importato 14.7 milioni di ettolitri di vino per un valore di 2.67 miliardi, il che esprime un calo del 3% dei volumi e un incremento del valore del 5%. Con 181 euro per ettolitro resta uno dei mercati con il prezzo mix di importazione più basso.
  • Di questi, i vini fermi in bottiglia sono 1.6 miliardi di euro (+2%), i vini sfusi 623 milioni di euro (+17%) e i vini spumanti 425 milioni di euro (+2%).
  • L’Italia mantiene una salda posizione di leadership nel mercato globalmente con 974 milioni (36.5% del mercato) e 5.3 milioni di ettolitri (35.8%). I due parametri mostrano una crescita del 6% (ma stabilità sui 5 anni) e un calo dell’8% (-2% annuo sui 5 anni). Un andamento dunque positivo, supportato dai vini sfusi, che crescono del 20% a 192 milioni di euro, contro una crescita di appena il 3% nei vini fermi in bottiglia (691 milioni, su questo fanno decisamente meglio i francesi, +11% nel 2018), e addirittura un calo dell’1% nel mercato degli spumanti (88 milioni di euro).
  • La Francia sugli spumanti è decisamente più esposta: con un valore globale esportato di 711 milioni, dunque il 30% circa meno del nostro, ha una quota di ben 259 milioni (quindi il triplo) negli spumanti, che oltretutto sono cresciuti del 4% nel 2018, “battendo” sia italiani che spagnoli (70 milioni). Insieme alla Spagna, +7% a 431 milioni, i tre principali paesi europei rappresentano l’80% delle importazioni di vino tedesche.
  • Dietro questi tre paesi praticamente c’è un precipizio fino ai 105 milioni del Sud Africa in recupero con +11% dopo diversi anni di “appannamento”, mentre perdono quota i vini americani (-21% a 78 milioni, causa crollo dei vini fermi in bottiglia) e vanno male anche i cileni (-9%). Come dicevamo sopra, l’unica riga di crescita costante e sostenuta è l’ultima, quella della Nuova Zelanda: +22% nel 2018 e +17% annuo sui 5 anni, ma sono soltanto 33 milioni di euro…
Se siete arrivati fin qui…
…ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco

 

 

 

 

 

 

Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>