Argentina – esportazioni di vino – aggiornamento 2018

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Le esportazioni di vino argentine perdono quota per il secondo anno di seguito, combinando un forte progresso in valuta locale che però causa l’iperinflazione viene fortemente svalutato quando tradotto in euro o dollari. Per il quinto player mondiale in termini di volumi produttivi, non sono dei buoni numeri, sebbene il calo si limiti al 3%. I dati relativi al mercato nordamericano che aveva supportato il boom di qualche anno fa sono molto negativi, e solo parzialmente compensati dall’espansione in nuovi mercati, il Regno Unito tra tutti. Seconda annotazione: il rimbalzo dei volumi che vedete nelle tabelle è completamente legato alla dinamica dei vini sfusi, mentre l’andamento dei più importanti vini in bottiglia è peggiore dei dati totali sia per valore che per volume. Il 2019 si apre sulla medesima lunghezza d’onda: dati negativi sul fronte macroeconomico e soprattutto dei cambi, che da un lato aumentano la competitività del prodotto (la svalutazione del peso diminuisce i costi di produzione quando tradotti in euro o dollari) ma dall’altro rendono difficili le operazioni per i produttori. Passiamo ai dati.

  • Le esportazioni di vino argentine calano del 3% a 694 milioni di euro nel 2018. Se guardate i grafici e le tabelle vi accorgerete che dopo la forte crescita culminata nel 2012 e di fatto legata al mercato americano, le esportazioni sono state all’interno di una fascia tra 630 e 740 milioni di euro. Per categoria, si registra un calo del 5% dei vini in bottiglia da 654 a 621 milioni di euro, un aumento del 22% delle esportazioni di vini spumanti da 12 a 15 milioni di euro e un incremento del 25% dell’export dei vini sfusi da 46 a 57 milioni. Saldo totale come dicevamo -3%.
  • All’interno di questa “stabilità” si notano forti cambiamenti. Il peso del mercato USA continua a calare. Nel 2012 era il 41% del totale e oggi è calato al 32%. Nel solo 2018 gli USA hanno ridotto l’import di vino argentino dell’8% a 221 milioni e pur sempre restano di gran lunga la principale destinazione.
  • Si stanno invece stabilizzando le esportazioni nel Regno Unito, che crescono di un ulteriore 2% a 91 milioni di euro, mentre come per gli USA anche il Canada è in calo, -6% a 57 milioni di euro. Ultima menzione tra i principali mercati per il Brasile, che dopo la crescita costante degli ultimi anni si stabilizza poco sotto i 50 milioni di euro.
  • Dopo il Brasile, i valori cominciano a diventare veramente poco significativi, e i segni positivi restano rari. L’unico dato che spicca è il balzo delle esportazioni in Francia, +26% a 13 milioni di euro, che segna il picco di un lungo percorso di crescita. Sarà sostenibile?
  • I volumi esportati rimbalzano del 20% a 2.7 milioni di ettolitri ma restano ben sotto i 3.7 milioni, dato record del 2012. Il rimbalzo del volume esportato è fondamentalmente legato ai vini sfusi, che passano da 0.35 a 0.84 milioni di ettolitri, mentre per il vino in bottiglia si registra un calo del volume esportato da 1.87 a 1.81 milioni di ettolitri.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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