Regno Unito – importazioni di vino 2018

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La buona notizia di questo post per noi italiani è che i nostri spumanti, già ampiamente più venduti in volume che quelli francesi, nel 2018 sono diventati leader anche in valore seppur di poco (361 milioni contro 359). È grazie a questo exploit (+11% per gli spumanti) che il vino italiano è riuscito a crescere del 5% nel 2018 nel Regno Unito, in un contesto di importazioni praticamente stabile (+1% in euro a 3.7 miliardi di euro e +2% in sterline a 3.26 miliardi). La Francia rimane largamente avanti a tutti con 1.1 miliardi di euro ma è stabile, la Nuova Zelanda subisce una forte contrazione dopo anni di crescita causata dalla riduzione dei prezzi medi, mentre è stato un buon anno per gli americani e i cileni, anche se la crescita può essere letta più come un recupero che come un vero e proprio trend di crescita. Passiamo ai dati.

 

  • Le importazioni nel Regno Unito sono cresciute dell’1% a 3.69 miliardi di euro nel 2018. Se però togliamo il vino che gli inglesi hanno esportato e che è cresciuto da 640 a 700 milioni di euro tra il 2017 e il 2018 arriviamo a un risultato diverso: il vino rimasto nel Regno Unito è stato pari a 3 miliardi di euro, esattamente uguale al 2017.
  • In termini di volumi il 2018 è stato un anno di leggera crescita, +2% a 14 milioni di ettolitri, anche se non è possibile estrarre dei trend da questi dati che sono di fatto stabili. In questa classifica, come vedete l’Italia è largamente avanti a tutti con circa 3 milioni di ettolitri, seguita dagli australiani a 2.3 milioni e dai francesi a 1.9.
  • La Francia resta leader, con 1.13 miliardi di export, stabile sul 2017 (ma con un incremento del 9% sui volumi e un calo corrispondente nei prezzi medi). Se visti nell’arco degli ultimi 5 anni, in calo è del 4%. Il dato si compone di una crescita del 2% dei vini fermi in bottiglia (circa 760 milioni) e da un calo del 3% delle importazioni di spumanti francesi, circa 359 milioni di euro.
  • Come dicevamo sopra è andata meglio per l’Italia, che ha guadagnato il 5% a 795 milioni di euro, con un forte contributo degli spumanti, passati da 325 a 361 milioni di euro (+11%), con volumi passati da 1.05 a 1.14 milioni di ettolitri. Al contrario della Francia, sono rimaste stabili a 408 milioni di euro le importazioni dei vini fermi in bottiglia italiani. Tutto dentro, l’Italia passa dal 21% al 21.5% dell’import inglese di vino, mentre la Francia perde leggermente terreno, dal 31.2% al 30.6%.
  • Sotto Italia e Francia è veramente difficile fare commenti sensati con un orientamento al lungo termine. I vini della Nuova Zelanda subiscono una forte contrazione (-7%) esclusivamente a causa del calo del prezzo mix, seguendo lo stesso destino dei francesi. Dietro l’Italia ma molto distanti sono in leggero recupero gli australiani, +3% a 285 milioni di euro e stabili gli spagnoli, +1% a 277 milioni, che dunque superano la Nuova Zelanda relegandola al quinto posto tra gli esportatori nel Regno Unito.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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