Treasury Wine Estates – risultati primo semestre 2018/19

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Treasury Wine Estates ha riportato ottimi risultati per i primi 6 mesi dell’esercizio fiscale 2018-19, con un aumento delle vendite del 16%, supportato da una crescita organica del 13% (quasi completamente grazie al prezzo-mix), e un ulteriore forte progresso degli utili, cresciuti nell’intorno del 30% anche grazie al contenimento dei costi di struttura e del minore impatto degli oneri di ristrutturazione. Forse la parte meno soddisfacente è stata quella finanziaria, dove si registra un incremento del debito netto da 500 milioni di dollari di dicembre 2017 australiani a 950 di dicembre 2018, con una generazione di cassa sotto le aspettative degli investitori e di certo sotto gli obiettivi dell’azienda, tanto che le azioni hanno subito un calo nei giorni immediatamente successivi alla release dei risultati del 14 febbraio. Detto questo, il motore della crescita di TWE resta principalmente l’Asia, dove il gruppo ha messo in piedi un’organizzazione più efficiente dei concorrenti “saltando” una fase della distribuzione (negotiant e distributori nazionali). Le vendite nella regione crescono di oltre il 30% contro il 13% di cui abbiamo detto sopra. Le indicazioni del management circa margini attesi per l’anno (25%) e crescita attesa per il prossimo anno fiscale (+20%) sono state rilanciate e sono già allineate alle attese degli analisti finanziari (da cui nessuna reazione positiva del titolo). Passiamo ad analizzare qualche dato.


  • Il fatturato del primo semestre cresce del 16% a 1.5 miliardi di dollari australiani. Di questo 16%, circa il 3% è derivante dai cambi (soprattutto contro il dollaro americano) e il 13% è crescita organica. A sua volta la crescita organica si “divide” in una crescita dei volumi dell’1% a 18.7 milioni di casse e a una crescita del prezzo mix dell’11.5% circa.
  • L’utile operativo cresce del 28% a 332 milioni di AUD, con un progresso dell’utile operativo prima dei costi corporate del 19% a 369 milioni e un calo importante degli oneri di struttura e non ricorrenti da 51 a 37 milioni. L’utile per azione cresce da 26 a 31 centesimi per azione, con un ritorno sul capitale stabile intorno al 13%.
  • Ad aiutare su tutti i fronti TWE è l’Asia. Le vendite crescono del 32% (con un impatto positivo dei cambi dell’1%), l’utile operativo passa da 117 a 153 milioni di dollari, per un margine del 39%, contro la media del gruppo del 24%. Il tutto vendendo soltanto 2.4 milioni di casse delle 18.7 totali, quindi con un prezzo per cassa elevatissimo, circa 163 dollari (+30%, quindi a rappresentare quasi interamente la crescita organica), contro gli 81 dell’America, i 77 del mercato domestico e i 38 di quello europeo.
  • L’area americana è cresciuta del 20% a 605 milioni di vendite ma di questa crescita l’8% è da attribuire ai cambi e con una crescita dell’utile operativo limitata al 12% (da 100 a 112 milioni). Qui si stanno ancora riorganizzando le strutture di vendita e TWE ha specificato che i margini miglioreranno dal prossimo anno fiscale.
  • La parte forse meno soddisfacente (escludendo l’Europa che è marginale) è dunque il mercato domestico, con vendite stabili, ma con il taglio dei costi che aiuta gli utili (ma questo non durerà per sempre). L’obiettivo di salire dalla quota di mercato attuale del 22% al 25% è confermato.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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