Laurent Perrier – risultati primo semestre 2018

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Anche nel primo semestre 2018 Laurent Perrier si dimostra il punto di riferimento delle piccole case di Champagne quotate in borsa in termini di performance economico finanziaria. La focalizzazione su un marchio unico, lo sforzo di elevare la gamma prodotto verso l’alto, la migliore diversificazione geografica hanno tutte contribuito a ottenere eccellenti risultati finanziari nel primo semestre 2018: vendite cresciute del 5% (essenzialmente grazie al mix di prodotto e nonostante il calo nel Regno Unito), utili in crescita del 20% a livello operativo e del 30% a livello di utile netto, raddoppio degli investimenti e incremento leggero del debito totalmente legato alla dinamica del magazzino (che vale quasi il doppio del magazzino, segno di una forza finanziaria superiore ai concorrenti). Ovviamente come per tutti i produttori di Champagne, la stagione invernale è chiave, anche se nel caso di LP i dati sono più bilanciati, in quanto stiamo commentando il semestre aprile-settembre. E non dobbiamo dimenticarci che le nubi di Brexit restano all’orizzonte… ma per ora passiamo ai dati.


 

  • Le vendite crescono del 5.3% a 100 milioni di euro, con un incremento del 6% del price-mix, volumi stabili (0.3%) e un leggerissimo impatto negativo dai cambi. Come vedete dal grafico di apertura del post, proprio il prezzo-mix è la chiave di lettura della ripresa di LP negli ultimi anni. In termini geografici, le vendite crescono del 27% nei paesi extraeuropei, mentre calano dell’8% in Francia e sono praticamente stabili (+2%) in Europa, dove si contrappone un andamento positivo in Europa continentale e negativo nel Regno Unito.
  • La “premiumizzazione” di Laurent Perrier continua, con il 42% del prodotto in questo segmento, contro il 41.6% dello scorso anno e il 33% del 2009.
  • I margini sono di conseguenza in miglioramento e ciò avviene nonostante un incremento delle spese pubblicitarie (che accompagna il miglioramento del mix), anche grazie al contributo del margine industriale. Sta di fatto che il gross margin aziendale passa dal 50% al 53%, di conseguenza il margine operativo sale dal 18% al 19% delle vendite e l’utile netto tocca quota 11 milioni, +30%, anche grazie alla riduzione del costo medio del debito.
  • Dal punto di vista finanziario, i debiti crescono da 297 a 305 milioni di euro ma il magazzino passa da 583 a 603 milioni, dopo aver anche pagato 6 milioni di euro di dividendi. La struttura finanziaria resta molto forte, con un rapporto magazzino/debito salito a 1.98 volte da 1.5 nel 2013.
  • La strategia di Laurent Perrier resta orientata sul doppio fronte commerciale, per promuovere il marchio e aumentare il suo posizionamento, e produttivo, con l’aumento della capacità produttiva delle nuove cantine. Gli investimenti nel semestre sono saliti da 3 a 6 milioni di euro.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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