Vranken Pommery – risultati primo semestre 2018

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Nel contesto di consegne di Champagne in leggero calo nel semestre (-1%) già brevemente commentate nel post su Lanson, Vranken ha subito un calo del fatturato del 7% nel semestre a livello consolidato. Il “di cui” Champagne è sceso del 4% circa, mentre le vendite dei vin de sable calano soprattutto per la decisione di ridurre le forniture a basso margine. A differenza di Lanson vista due giorni fa, i conti però si presentano in modo decisamente diverso. Le azioni di taglio di costi e investimenti in efficienza stanno dando il loro contributo. Il margine è in crescita sia nella divisione Champagne che in quella dei Vin de Sable. Partendo da una situazione ancora più indebitata dei diretti concorrenti, il debito mette a segno un calo di 10 milioni, cui corrisponde un incremento del magazzino di 15 milioni di euro. Sebbene la strada sia lunga e il primo semestre sia poco significativo, il progresso di Vranken Pommery è molto ben visibile dalla tabella allegata. E secondo gli amministratori, il futuro è promettente: la vendemmia 2018 è stata eccezionale e questo fornisce un supporto all’azienda nel 2020/2021. Passiamo ai dati.


 

  • Le vendite sono calate del 6.6% a 95 milioni di euro. Il calo è interamente imputabile alla Francia, dove l’azienda ha perso, in parte per sua scelta, 6 milioni di fatturato, -12%, mentre le vendite estere sono stabili a 47 milioni di euro. Per lo Champagne e i vini Porto, il fatturato scende del 3% a 86 milioni, mentre le operazioni di uscita dai vini fermi e dei vin de sable porta a una riduzione della divisione del 32% a 9 milioni.
  • Le minori vendite in realtà non si traducono in minori utili, anzi. L’EBITDA sale da 9 a 11 milioni, di euro, +27%, mentre l’utile operativo passa da 3.2 a 5.9 milioni di euro, quasi raddoppiato, assommando anche un calo degli ammortamenti. Il miglioramento del mix di vendita si vede nel margine industriale, che passa dal 34% al 37%, oltre che dal peso dei costi del personale che passano dal 23% al 22% delle vendite. Spezzati per divisione, la parte Champagne Porto passa da 2.5 a 4.5 milioni di utile operativo (dal 3% al 5%), mentre la parte dei vin de sable da 0.7 a 1.4 milioni (dal 6% al 17%).
  • Anche la parte finanziaria mostra dei significativi miglioramenti. Rispetto a un anno fa, il debito cala da 723 a 713 milioni di euro, mentre sia il patrimonio netto (da 354 a 358 milioni) che il livello del magazzino (673 a 688 tra giugno 2017 e giugno 2018) salgono, consentendo quindi un miglioramento della sostenibilità finanziaria.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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