Lunelli Holding – risultati e analisi di bilancio 2017

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Il 2017 è stato un ottimo anno per il gruppo Lunelli: da un lato, l’attività principale di Ferrari è cresciuta a un ritmo del 12% circa, sia in Italia che all’estero; dall’altro, Bisol ha messo a segno un importante miglioramento dei margini, passando a un EBITDA positivo, anche grazie all’interruzione di un contratto molto oneroso con l’inglese Tesco. Con 100 milioni di fatturato, 21 milioni di EBITDA e ben 15 milioni di utile netto il gruppo si conferma uno dei principali player italiani del settore del vino, supportato anche da una struttura finanziaria molto sana, con 34 milioni di indebitamento netto (cui si contrappongono quasi 70 milioni di euro di attivi in società collegate). Anche l’inizio del 2018 è stato positivo: la crescita di Ferrari è proseguita (+22% nel primo trimestre), mentre Bisol ha presentato il progetto di rilancio con un rinnovamento della marca e della gamma di prodotti. Passiamo all’analisi dei dati.

  • Le vendite consolidate raggiungono per la prima volta quota 100 milioni. Nel 2017, tuttavia, Lunelli ha subito una contrazione nelle vendite sul mercato inglese per l’uscita da un contratto di fornitura di prodotti Bisol alla catena Tesco. Ciò ha sia determinato un calo delle vendite all’estero, da 25 a 21 milioni, sia una contrazione delle vendite del marchio di Valdobbiadene, passato da 23.1 a 19.2 milioni di euro. Ferrari continua invece a crescere, +12% nel 2017 con un incremento del 10% in Italia e del 15% all’estero e 5.5 milioni di bottiglie vendute.
  • I margini sono in miglioramento grazie a Bisol e al mix di fatturato che si sposta verso Ferrari. Nel caso di Bisol, l’EBITDA passa da un negativo di circa 1 milione a un milione positivo. E’ un buon passo avanti, anche se l’azienda è ancora in lieve perdita (1.5 milioni di euro, circa la metà del 2016). A livello consolidato, l’EBITDA passa da 17.4 a 21.5 milioni di euro. Dell’incremento 2 milioni di euro sono relativi a Bisol (che è anche passata a una generazione di cassa positiva, grazie alla contrazione del capitale circolante, per circa 2.7 milioni) e gli altri due da Ferrari, che mantiene un margine del 28% circa.
  • L’utile netto cresce da 6 a 15 milioni di euro, quindi più dei 4 milioni derivanti dall’attività operativa, grazie alla presenza di rilevanti proventi finanziari e rivalutazioni delle partecipazioni del gruppo, pari complessivamente a 5.4 milioni, contro 0.5 milioni dello scorso anno, e a un livello di tassazione stabile in valore assoluto nonostante i maggiori utili.
  • La struttura finanziaria è molto solida. Il lavoro fatto su Bisol ha consentito di incrementare la generazione di cassa operativa da 18 a 24 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto resta comunque stabile per via dell’incremento del capitale circolante (circa 9 milioni), i pagamenti di imposte (3 milioni) e gli investimenti (11 milioni). Considerando la presenza di rilevanti attività finanziarie non consolidate (69 milioni di euro a fine 2017), l’indebitamento di 34 milioni (che corrisponde a circa 1.6 volte l’EBITDA del gruppo) non rappresenta la realtà operativa del gruppo, che ha ampie risorse da investire nel core business. Infatti, nella relazione si legge che gli amministratori sono “pronti a cogliere eventuali opportunità che il mercato potrebbe presentare”.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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