Il valore delle DOC/DOCG – stima I Numeri del Vino 2017

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Prosecco e Conegliano Valdobbiadene sono ormai un fenomeno da 1 miliardo di euro. Lo dice questa elaborazione che quest’anno faccio in ritardo, la quale incrocia i dati produttivi della vendemmia 2016 come pubblicati da Federdoc (ahime siamo fermi ancora lì) con le rilevazioni di prezzi medi fatte da ISMEA, di cui abbiamo discusso qualche mese fa, relativi all’anno successivo, il 2017. In questa rilevazione, a differenza del passato, ci siamo focalizzati su un numero inferiore di denominazioni, le 20-21 che esprimono un valore superiore a 20 milioni di euro (manca l’Amarone, di cui Federdoc non produce dati di volume da ormai due anni a questa parte) e che insieme hanno raggiunto un valore della produzione di poco superiore a 2 miliardi di euro. Che conclusioni si possono trarre? Beh, il 2016/17 è stato un anno di consolidamento, in altri termini si cresce ancora ma a un tasso inferiore ai precedenti. Anzi, se si toglie il fenomeno Prosecco/Valdobbiadene potremmo dire che la combinazione di volumi leggermente inferiori e prezzi leggermente superiori ha prodotto per questa ventina di DOC più rappresentative un valore in euro stabile rispetto alla combinazione di dati precedenti. Passiamo all’analisi dei dati.

NB i valori in tabella in italico sono stimati, in quanto uno o entrambi i due dati (prezzi e volumi) sono mancanti e quindi sono stati utilizzati quelli dell’anno precedente.

 

  • Il Prosecco resta di gran lunga la DOC italiana più importante anche in valore. La stima del valore della produzione non cresce più come negli ultimi anni, causa un aumento più moderato dei volumi (+7%) e una leggera correzione dei prezzi, 195 euro a hl nel 2017, pur sopra la media delle DOC italiane di circa 150-160 euro. Ne deriva un valore della produzione in crescita del 2% a circa 765 milioni.
  • A crescere più del Prosecco è il fratello maggiore, Conegliano Valdobbiadene, che ha combinato volumi in crescita del 17% e prezzi a +8%. Ne deriva un incremento del valore della produzione del 26% a 215 milioni di euro.
  • Stimiamo che la terza DOC sia ancora Valpolicella, ma mancano sia dati sui prezzi che dati sui volumi. Abbiamo messo 119 milioni di euro, uguale all’anno scorso nella tabella. Avere i dati non sarebbe male…
  • Resta negativo invece il trend dell’Asti, il cui valore scende sotto i 100 milioni di euro per la prima volta da quando guardiamo questi dati. I prezzi sono stabili ma la produzione è calata del 18%.
  • Nell’ambito dei vini rossi, abbiamo già detto del Valpolicella. Come vedete dal grafico allegato, si nota la forte crescita del Brunello di Montalcino, che beneficia di una produzione quasi costantemente cresciuta (+3% nel 2016), ma soprattutto di tensioni forti sui prezzi, che sono saliti di oltre il 10% nel 2017 al livello record di 1017 euro per ettolitri. Ne deriva un valore della produzione di 86 milioni di euro, praticamente uguale a quello del Chianti da sempre la DOC rossa più importante a valore insieme al Valpolicella.
  • Sono invece meno positivi i dati per il Barolo, che subisce una correzione del 10% circa a 78 milioni (che riterrei temporanea vista la centralità di questo vino!), mentre come abbiamo anticipato mancano i dati sull’Amarone, che quindi non è incluso nella classifica.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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