Il commercio mondiale di vini sfusi – aggiornamento 2017

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La Spagna conferma con forza il suo dominio del mercato mondiale di vino sfuso nel 2017, mettendo a segno un incremento del 20% delle vendite in un mercato intonato positivamente, che ha mostrato un aumento del 10% del commercio mondiale per un valore di 3.2 miliardi di euro. Si tratta, come già osservato negli anni scorsi di un andamento fortemente legato al prezzo medio e al mix di prodotto, dato che i volumi trattati sono fermi leggermente sopra il livello di 40 milioni di ettolitri. L’Italia resta il secondo player mondiale in questo segmento, ma sta gradualmente perdendo terreno. I nostri 400 milioni di export per 5 milioni di ettolitri sono ormai sotto tiro dei cileni, che nel corso degli ultimi anni hanno costruito un business di rilievo, affiancando di fatto la storica terza forza, l’Australlia. Passiamo dunque all’analisi dei dati.

  • Il commercio mondiale dei vini sfusi è cresciuto del 10% a 3.2 miliardi di euro nel 2017, dopo un leggero calo del 2016. Supera dunque il massimo storico raggiunto nel 2013 di 3.1 miliardi di dollari.
  • I volumi esportati non hanno invece la medesima dinamicità. Nel 2017 si sono spostati 40.4 milioni di ettolitri di vino, l’1% in meno del 2017, a sua volta in leggero calo rispetto al massimo storico di 41.6 milioni di ettolitri del 2015. Il contesto, come dicevamo sopra, è di una relativa stabilità nei volumi esportati e di un costante incremento del prezzo medio.
  • La Spagna mantiene la leadership del segmento con poco meno di 600 milioni di euro di export (+20%), che rappresenta una quota di mercato del 18.6%, che come vedete dal grafico è tendenzialmente in crescita. La quota di mercato sui volumi esportati è addirittura del 31%.
  • L’Italia è il numero due sia per valore, 394 milioni e +3% per il 12.4% del mercato, che per volume, 5.1 milioni di ettolitri, -4% e il 12.7% del mercato, quindi con un prezzo mix allineato alla media generale. Stiamo gradualmente perdendo quota di mercato…
  • …a favore del nuovo mondo, Cile e, in minor misura Australia. I due paesi sono cresciuti del 22% e 13% rispettivamente, a 334 milioni i Cileni e a 320 milioni di euro gli australiani. Ma se per questi ultimi si tratta di un recupero di livelli già visti in passato, il Cile è il vero nuovo player di questo mercato: per la prima volta ha superato una quota di mercato del 10%. Dietro il Cile sta arrivando anche la Nuova Zelanda, che mostra una progressione piuttosto impressionante (+16% annuo sugli ultimi 5 anni).
  • La Francia è l’ultimo paese da commentare: è lo specchio del Cile, cioè quello che guadagna il Cile lo perdono i francesi, che sebbene siano stabili sia nel 2017 che negli ultimi 5 anni stanno chiaramente perdendo quota di mercato.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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