Banfi – risultati e dati di bilancio 2017

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La lettura dei bilanci 2017 prosegue con Banfi, che qualche anno fa ha separato (quasi completamente) l’attività agricola da quella commerciale e per la quale redigiamo come di solito una specie di “somma dei bilanci” per avere un’idea generale. Dal 2017 poi è stato adottato un nuovo schema di reportistica delle vendite per area che presentiamo oggi, perdendo però il confronto con il passato. Che è dunque successo nel 2017? Come per le altre cantine, soprattutto quelle fortemente integrate a monte nella fase agraria, il 2017 ha visto un calo pesante della produzione che si è ribattuto sui margini di profitto della fase “agricola” dell’attività. Oltre a questo, la leggera svalutazione del dollaro (sarà decisamente più pesante nel 2018) e il maggiore costo di acquisto delle uve/vino che non si sono potute produrre direttamente, ha messo sotto pressione i margini. Unendo i dati di EBITDA delle due anime di Banfi si arriva a circa 10 milioni, il 27% meno del 2016, che va detto era un anno particolarmente positivo. La performance commerciale è invece stata solo leggermente inferiore al 2016, -3% a poco meno di 70 milioni: se consideriamo l’impatto iniziale della perdita di produzione (soprattutto nel reparto frutta), il cambio con il dollaro, cui Banfi è particolarmente sensibile, le cose non sono andate male, anche se per arrivare alle vendite di vino bisognerebbe tirare via il ramo ospitalità (circa 5 milioni) che invece va a gonfie vele. Dove le cose vanno sempre bene è invece la parte finanziaria: il debito totale delle due aziende è leggermente calato e ciò lascia spazio ai programmi di investimento aziendali, che continuano anche nel 2018. Passiamo a leggere i dati insieme.

 

  • Le vendite combinate sono state tra 69 e 70 milioni, di euro, al netto delle partite intragruppo, di cui 25-26 milioni in Italia (in leggera crescita) e circa 25 milioni in America, in leggero calo sul 2016. Sono invece in deciso calo (-21%) le vendite nel resto dell’Europa (causa un mancato accordo commerciale), che peraltro sono una parte relativamente marginale (8 milioni), mentre come anticipavo sopra va molto bene la parte ospitalità (+10% circa nel 2017 a 5 milioni).
  • I margini sono calati sia per la parte agricola (da 10.5 a 7.3 milioni di EBITDA) che per quella commerciale (da 2.9 a 2.4), per un combinato poco inferiore a 10 milioni, rispetto ai 13 circa del 2016. Oltre a quanto detto sul dollaro, sul calo della produzione e sui costi delle materie prime, Banfi menziona anche il calo dei contributi OCM per la promozione. Ciò si ribatte nelle altre linee del bilancio che mostrano un utile operativo combinato di 3.2 milioni di euro (contro circa 7 del 2016) e di utile netto, 1.6 milioni contro 4.6 dello scorso anno.
  • La parte finanziaria vede invece un calo del debito netto combinato da 22.8 a 22 milioni di euro, a fronte di un ammontare di investimenti di circa 7 milioni (più basso degli oltre 10 milioni registrati nel 2016 ma comunque abbastanza allineato agli ammortamenti annui, e a un cash flow di circa 8 milioni di euro (11 milioni nel 2016). Come anche in passato le due “anime” di Banfi non hanno pagato dividendi alla capogruppo dedicando la generazione di cassa ad autofinanziamento. Il patrimonio netto è dunque cresciuto da 117 a 118 milioni di euro.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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