Lanson BCC – risultati 2017

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Il secondo semestre di Lanson ha dato qualche soddisfazione in più ma non ha consentito al gruppo di pubblicare dei buoni dati annuali. Stiamo sempre parlando di un business molto solido, con il marchio Philipponat dentro (12 milioni di vendite e 2 milioni di utile operativo), ma certamente i margini sono poco soddisfacenti e inferiori a quelli dei concorrenti (non di poco) e l’attività è scarsamente diversificata geograficamente, con il 92% delle vendite in Europa. Le cose stanno lentamente cambiando, comunque: le vendite in Asia sono raddoppiate dopo qualche anno buio, il debito è stato rifinanziato (con un costo inferiore all’1%) approfittando di una ulteriore crescita del magazzino e come anticipavamo sopra il secondo semestre ha visto una inversione di tendenza con una crescita del 5% delle vendite e dell’utile operativo. Ma come al solito del 2018 e delle attese del management non si parla! Passiamo ai dati.

  • Le vendite 2017 sono cresciute dell’1% a 262 milioni, con un incremento del 4.5% in Francia a 158 milioni e il crollo dell’Europa del 15% a 81 milioni di euro. L’attività nel resto del mondo cresce da 13 a 22 milioni, forte di un incremento del 55% in America, del 98% in Asia e dell’11% nel resto del mondo.
  • A livello di singoli marchi la bandiera, Maison Burtin, tiene quota 100 milioni (-1%), mentre lo Champagne Lanson risale del 6% a 77 milioni. Philipponat resta l’unico marchio con una progressione solida e costante delle vendite: 12 milioni nel 2017.
  • I margini sono sotto pressione a causa della sterlina e della difficoltà ad agire sui prezzi. Il MOL scende al 10% del fatturato, quasi completamente a causa del minor margine lordo. Siamo alla metà rispetto a 10 anni fa.
  • Con ammortamenti stabili, sotto l’utile operativo (20 milioni, -11%, margine del 7.7%) Lanson beneficia di oneri finanziari in calo per via del citato rifinanziamento e un’aliquota fiscale che scende dal 32% al 29%, consentendo quindi di “salvare” l’utile netto, rimasto nell’intorno di 12 milioni di euro, addirittura in crescita del 5% sul 2016.
  • La parte finanziaria vede un debito in crescita di 5 milioni a 506 milioni che però si confronta con un magazzino passato da 491 a 523 milioni di euro, consentendo dunque finalmente al gruppo di invertire il rapporto dopo che per diversi anni il debito superava il magazzino. La crescita di 5 milioni deriva da un flusso di cassa stabile a 17 milioni (come abbiamo visto grazie alla parte finanziaria e fiscale), un incremento degli investimenti da 8 a 10 milioni, dividendi stabili per 2.5 e un assorbimento di capitale circolante (vedi magazzino) di 10 milioni di euro.
  • Il 2018 sarà un anno chiave. La sterlina si sta stabilizzando ed è necessario, dopo anni di focalizzazione sul riequilibrio finanziario/patrimoniale, ri-focalizzarsi sulla gesione economica del gruppo.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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