Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento 2017

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804 milioni e 2.06 milioni di ettolitri di Prosecco. Sono questi i due numeri che aspettavamo e che definiscono il “fenomeno Prosecco” nell’ambito delle esportazioni italiane. Facciamo un semplice ragionamento: nel 2010 anni fa le esportazioni di spumante erano 444 milioni di euro. Di questi, la quota degli spumanti DOP (tutti) era pari a 170 milioni di euro. Se questi 170 milioni fossero divisi come i dati del 2017, 80/20 per sempllicità, avremmo 133 milioni di export di Prosecco. Quindi: sestplicato (6x) in 7 anni, e la matematica dice +30% annuo composto. Giriamo la frittata: senza Prosecco i 1359 milioni di euro esportati nel 2017 sarebbero stati 555 milioni. Nel 2010 si potrebbe stimare circa 310 milioni. Sempre +10% annuo ma tutta un’altra storia.


Il 2017 è stato dunque un altro ottimo anno per gli spumanti italiani. Oltre al Prosecco, l’Asti ha ripreso a crescere verso metà anno e ha chiuso a +6% (spinto da Russia, Lettonia e Regno Unito), ma anche gli “altri spumanti” sono cresciuti del 10%. I prodotti DOP sono a +16%, ancora non possiamo dire quanto deriva dal Prosecco e quanto dal resto. Se escludiamo la Svizzera, la Germania e il Giappone, gli spumanti italiani crescono a doppia-cifra o giù di lì in tutti i principali mercati. Passiamo ad analizzare i dati. Passiamo ai dati.

  • Le esportazioni di spumante chiudono il 2017 con 1359 milioni di euro e 3.7 milioni di ettolitri esportati, +14% e +11% rispettivamente sul 2016. Il 59% è Prosecco, il 9% Asti, il 16% sono altri spumanti DOP e il rimanente 15% sono tutti gli altri prodotti
  • Il prezzo medio di esportazione del Prosecco è 3.90 al litro, contro 4.17 euro per gli altri prodotti DOP e i 3.3 euro dell’Asti.
  • Come sapete le analisi con il 2016 sono difficili non avendo lo spaccato Prosecco-Spumanti DOP, comunque proviamo a tracciare un quadro dei principali mercati.
  • Il Regno Unito cresce del 12% a 410 milioni di euro, forte del +13 % dei prodotti DOP che passano da 334 milioni a 378 milioni. Di questi, ora lo sappiamo, ben 323 milioni sono Prosecco, 12 sono Asti.
  • Gli USA sono il secondo mercato con 296 milioni di export e una crescita del 16%. Negli USA il Prosecco ha toccato quota 177 milioni di euro. Insieme a 71 milioni di prodotti DOP (come vedete dalla tabella gli USA sono il principale mercato per gli “altri” prodotti DOP escluso Asti), si arriva a 247 milioni. Nel 2016 erano 210, quindi +23%. L’Asti è andato male, con un calo del 16%.
  • Il terzo mercato, la Germania, sfiora quota 100 milioni, 96 per la precisione. Qui siamo ancora sotto i valori del 2011. E soprattutto se togliamo Asti e Prosecco, il mercato tedesco degli altri prodotti DOP è addirittura più piccolo della Svizzera… segno che ci sono potenzialità di sviluppo. Tornando alle principali categorie, la Germania fa +5%. 52 milioni sono DOP escluso Asti, di questi i DOP sono solo 9 e il Prosecco fa 43. L’Asti a 21 milioni cala del 4%.
  • Il quadro è dunque piuttosto chiaro e il futuro è fortemente legato alla sostenibilità del fenomeno Prosecco, che comunque sembra avere ampi spazi di crescita a livello geografico, essendo sottorappresentato praticamente ovunque salvo che nei mercati anglosassoni.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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