Laurent Perrier – risultati primo semestre 2017

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Con i dati di Laurent Perrier chiudiamo il cerchio dei risultati semestrali delle aziende della Champagne, con una amara conclusione che le tre piccole aziende che seguiamo non sono riuscite a tenere il passo di LVMH. La divisione vino/Champagne di quest’ultima ha visto una crescita degli utili di questi il 20%, forte dell’esposizione ai mercati esteri, mentre Laurent Perrier, come potete leggere di seguito ha chiuso a -10%, Lanson a -57% e Vranken ha segnato un +24% ma da un livello di margini così esiguo che la variazione percentuale perde rappresentatività. La causa è come dicevo l’eccessiva esposizione al mercato francese e all’Europa, come potete vedere dal grafico allegato nel resto dell’articolo. Grafico nel quale potete anche apprezzare che Laurent Perrier è quella dopo LVMH con più diversificazione internazionale. Comunque, passiamo ai dati.


 

  • Le vendite calano del 3% a 95 milioni nel semestre (Marzo-Settembre), con un contributo positivo del prezzo-mix del 2.4% (grazie al lancio di nuovi prodotti come “La Cuvee”), un impatto negativo dei volumi del 4% e dei cambi dell’1.4%. Il management sostiene nella relazione che escludendo l’impatto delle attività per terze parti a basso valore aggiunto le vendite sarebbero state virtualmente stabili).
  • Le vendite per area geografica mostrano un -6% in Francia, -9% in Europa e +13% nel resto del mondo, a dimostrazione di quanto dicevamo sopra.
  • L’utile operativo è calato da 19 a 17 milioni di euro, per un margine del 18% rispetto al 19% dell’anno scorso. Il calo, oltre alle minori vendite in volume e ai cambi (-1.4% a livello di vendite e -6% a livello di utile operativo) è anche dovuto ai costi di marketing per lanciare i nuovi prodotti.
  • L’utile netto cala invece del 23% a 8 milioni di euro perché Laurent Perrier ha deciso di chiudere dei contratti di swap sui tassi di interesse che hanno fatto alzare i costi finanziari da 3 a quasi 5 milioni di euro.
  • Dal punto di vista finanziario, il debito è stabile a circa 300 milioni di euro, a fronte di un magazzino che cresce di 18 milioni a 583 milioni di euro (1.95x il debito contro 1.88x a settembre 2016). Chiaramente la più solida tra le aziende della Champagne da questo punto di vista.
  • La migliore qualità di questi dati si ripresenta anche quando si guardano i dati di borsa delle aziende. Nel 2017 (1 gennaio- 7 dicembre) le azioni di Laurent Perrier sono cresciute del 17%, contro il +7% di Vranken Pommery e il calo del 3% di Lanson. Naturalmente i tre poi devono fare i conti con l’oste: LVMH è cresciuta del 36%, ma qui entrano in gioco anche altre considerazioni…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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