Lanson BCC – risultati primo semestre 2017

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I numeri di Lanson sui primi 6 mesi dell’anno sono decisamente deboli, anche se la stagionalità delle vendite di Champagne è molto spostata sulla parte finale dell’anno e anche considerando una base di confronto molto difficile dell’anno scorso. Il fatturato crolla in Francia (-11%), mercato chiave per l’azienda molto più che per i suoi concorrenti, e in Europa (-16%) e non bastano i forti progressi negli altri mercati a raddrizzare le vendite, che segnano un pesante -7%. Il resto dei conti va di conseguenza, con margini dimezzati e un utile netto quasi azzerato per i primi 6 mesi dell’anno. Il debito cresce ma ciò si ricollega più all’incremento delle scorte di Champagne a invecchiare, dato che l’azienda non distrugge cassa (per ora). Di sicuro, anche considerando le scorte, un rapporto debito/EBITDA di 20 volte comincia a diventare piuttosto preoccupante. Difatti, di fronte a un livello simile, il concorrente Vranken ha deciso di vendere alcune attività (Listel) per ridurre il debito. In tutti i modi, quello che mi fa sorridere guardando la tabella è la frase contenuta nella relazione sulla gestione, che si sono dimenticati di cambiare dall’anno scorso “En raison de la saisonnalité des ventes de Champagne, ces résultats positifs ne peuvent être extrapolés à l’ensemble de l’exercice 2017.” E le vendite del terzo trimestre continuano a calare, del 3% circa. Passiamo ai dati.

  • Le vendite scendono del 7% a 85 milioni di euro, con un -11% in Francia a 48 milioni di euro e un -16% in Europa a 28 milioni. In entrambi i casi si tratta del livello più basso degli ultimi anni. Sono invece in forte crescita le vendite in America, +70% a 3 milioni e quelle in Asia, +20% a 5 milioni di euro, ma dati i numeri molto contenuti ciò non basta a contenere il problema.
  • I margini scendono in conseguenza del minore assorbimento dei costi fissi. Il margine industriale in verità migliora dal 42.6% al 44.1% data la presenza di costi sostanzialmente variabili. L’EBITDA crolla del 35% a 5.5 milioni e si porta addirittura sotto il dato 2014. Lo stesso vale per l’utile operativo, dimezzato a 2.6 milioni di euro e l’utile netto che passa da 1.7 a 0.6 milioni di euro.
  • La parte finanziaria merita un po’ di attenzione. Il debito sale a 509 milioni di euro, contro 483 di giugno 2016 e 501 di fine anno. La variazione da dicembre a giugno contiene 2.5 milioni di euro di dividendi e si confronta con un deciso incremento del valore del magazzino (+18 milioni a 509 rispetto a fine anno e +26 milioni rispetto all’anno scorso in giugno). Detto questo stiamo parlando di un’azienda che comincia ad avere un rapporto debito/EBITDA di 20 volte (ultimi 12 mesi) e il cui valore, quindi, si lega solamente alla parte patrimoniale del magazzino.
  • Ma vista la dinamica dei numeri, più che intervenire sul debito sarebbe importante raddrizzare il conto economico dell’azienda…

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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