Corea – importazioni di vino – aggiornamento 2016

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Oggi è un giovedì buono per coprire qualche buco del blog. Dopo aver saltato un anno, ci occupiamo della Corea del Sud, un mercato non grande per il vino (stiamo parlando di meno di 400mila ettolitri) ma molto interessante per il livello dei prodotti importati. Nel 2016 infatti i coreani hanno bevuto vino che costa in entrata nel paese oltre 460 euro a ettolitri, e quindi se i volumi sono pochi i fatturati sono un poì più corposi, 173 milioni nel 2016. Come in tutto l’Estremo Oriente vince la Francia a mani basse, con il 32% del mercato, ma vince soltanto perché ha gli spumanti. Se togliessimo quelli, ormai i cileni sono arrivati allo stesso livello. L’Italia è messa meglio che non in Cina con il 14% del mercato ma certamente non nella posizione che le compete, anche a causa del fatto che la nostra “killer application”, gli spumanti, nel mercato coreano non sembrano funzionare. Passiamo a leggere i dati insieme.

  • Le importazioni di vino in Corea nel 2016 sono cresciute dell’1% a 173 milioni di euro, dopo una crescita molto importante negli anni subito precedenti. Infatti, il tasso annuo su 5 anni dice +13%. In valuta locale gli andamenti sono leggermente migliori nel 2016 (+3%) a fronte di una leggera svalutazione del Won locale, mentre il contrario dicasi per i 5 anni, in cui la valuta coreana si è strutturalmente rivalutata.
  • In termini di volumi, la crescita è più limitata, +1% nel 2016 e +8% medio annuo dal 2011 a questa parte, per un totale di 374mila ettolitri.
  • Di questi 173 milioni la maggior parte è vino in bottiglia, circa 139 milioni di euro (-1% nel 2016 e +11% tra il 2011 e il 2016 annuo), poi ci sono 5 milioni di vini sfusi, principalmente spagnoli e 29 milioni di spumanti, in fase esplosiva, +11% nel 2016 e +22% annuo dal 2011 a questa parte.
  • Al party degli spumanti, e ci togliamo il dente malato, per ora partecipa soltanto la Francia, che di quei 29 milioni ne fa ben 18. L’Italia è calata del 7% nel 2016 a 5 milioni di euro e sui 5 anni, sebbene cresca dell’11% annuo, è largamente sotto il ritmo dei francesi.
  • La leadership della Francia, con 55 milioni di export, +7%, è dunque indiscussa. I cileni sono i secondi nel mercato con 37 milioni di esportazioni ma nel 2016 hanno perso leggermente terreno, mentre l’Italia è il terzo esportatore nel paese con 24 milioni di euro, in calo del 3% sul 2015. Come vedete dalla tabella vengono poi gli americani con 20 milioni (-5%), la Spagna con 14 milioni (+9%) e gli australiani con 9 milioni (+15%).
  • Se guardiamo brevemente alla classifica dei volumi, gli spagnoli e i cileni dominano con 103mila e 93mila ettolitri ciascuno, mentre Italia e Francia sono a circa 45-50mila ettolitri ciascuno.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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