Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento primo semestre 2017

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Le esportazioni mondiali di vino delle prime 11 nazioni produttrici nel primo semestre 2017 sono cresciute a un ritmo vicino all’8%, supportate dall’indebolimento dell’Euro nei confronti delle altre valute, che peraltro si è andato vanificando nel prosieguo dell’anno. A ciò è corrisposto un incremento dei volumi esportati del 2.5% circa. In questo contesto, l’Italia ha avuto un andamento leggermente inferiore alla media (+7% contro +8%). La Francia (+11%) e il Cile (+10%) sono andati leggermente meglio, tra i grandi paesi, anche se (a loro vantaggio) venivano entrambi da un semestre 2016 non proprio eccitante e quindi avevano una base di partenza per così dire favorevole. La quota di mercato del nostro vino nell’ambito di questa cerchia (che rappresenta la maggioranza della produzione mondiale) è del 22.7%, marginalmente più bassa di un anno fa, mentre siamo insieme all’Australia la nazione che ha avuto un incremento maggiore dei volumi che penso proprio non sarà sostenibile il prossimo anno. Passiamo ai dati.


  • Le esportazioni crescono del 7.8% per questi 11 paesi a valore (Euro) e del 2.5% a volume a 12.4 miliardi di euro e 45 milioni di ettolitri rispettivamente. Ne deriva un incremento del prezzo mix del 5% circa.
  • La leadership della Francia ne esce rinforzata, anche se come abbiamo detto il +11% a 4.1 miliardi di euro andrebbe confrontato con dati più vecchi del 2016, in cui le cose andarono parecchio storte. Il vino francese sfonda quota 6 euro al litro esportato.
  • L’Italia va leggermente peggio (+7% a 2.8 miliardi) e soprattutto fonda tutta la sua crescita sull’incremento dei volumi (+7% 10.5 milioni di ettolitri). Il nostro prezzo medio di export è dunque stabile a 2.7 euro. Prima di noi in questo ranking vengono francesi neozelandesi, americani, argentini e anche i portoghesi. Dopo gli incoraggianti progressi del 2011-2015, ci siamo bloccati.
  • Anche la Spagna cresce, +6%, mantenendo volumi stabili. I dati migliori però sono quelli dei cileni a +10% e degli australiani a +12% (quest’ultimo dato legato ai volumi esportati in forte crescita).
  • La forza del dollaro ha invece colpito le esportazioni americane, scese del 6% a 611 milioni di euro.
  • Il maggiore tasso di crescita nei primi 6 mesi però è quello della Nuova Zelanda, +16% a 501 milioni di euro. In questo caso, vale un po’ il discorso della Francia, essendo il primo semestre 2016 calato leggermente.
  • Le gerarchie nel mondo del vino non stanno cambiando. Vale la pena di sottolineare che probabilmente torneranno in gioco i vini americani nei segmenti dello sfuso, grazie alla veloce svalutazione del dollaro, mentre sarà per tutti difficile mostrare dati positivi sui volumi nel 2018.
  • Vi lascio ai dati.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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