Australia – esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2017

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Come abbiamo visto qualche tempo fa commentando i risultati di Treasury Wine Estates e come sta anche succedendo per il Cile, il mercato cinese sta fortemente supportando le esportazioni di vino australiane (EUR746 milioni nel primo semestre 2017, +11%), che altrimenti sarebbero quasi stabili. Come vedrete nel post, la Cina rappresenta oggi il 31% delle esportazioni australiane (compreso Hong Kong) e crescono di oltre il 35% (sempre mettendo dentro anche HK) nel primo semestre e del 17% annuo negli ultimi 5 anni (contro un calo annuo del 3% nel resto del mondo). In questo modo gli australiani più che compensano il forte calo nel mercato inglese, che come vedremo è anche “povero” in termini di mix di prodotto. Ormai, il oltre il 45% del loro prodotto si ferma in Oceania e Asia. Passiamo all’analisi dei dati.

  • L’Australia ha esportato vino per circa 750 milioni di euro nei primi 6 mesi del 2017, segnando un incremento dell’11-12%. Come vedete dal grafico non si tratta di un valore eccezionalmente elevato, visto l’andamento calante degli ultimi anni. Va però sottolineato che si innesta in un momento in cui il cambio non sta più aiutando gli australiani come un tempo.
  • Il primo mercato è diventato la Cina, che rappresenta quasi 190 milioni di euro di esportazioni, in crescita del 45% sullo scorso anno. Se mettiamo insieme anche i 45 milioni di Hong Kong (+11% dopo il calo del 2016) arriviamo a 235 milioni di euro, quindi il 31% delle esportazioni. Il doppio rispetto al 15% del primo semestre 2012…
  • Dagli altri mercati vengono invece notizie perlopiù cattive: il mercato americano cresce del 3% ma viene da anni di forte calo; il mercato inglese cala ulteriormente, -7% a 100 milioni di euro e siamo il 30% e più sotto i livelli storici. Il mercato canadese, che solitamente è positivo per i maggiori esportatori, cala del 4% a 60 milioni di euro.
  • Gli unici mercati dove ci sviluppi positivi sono l’Olanda, che balza del 32% (ma viene da anni buy) e la Germania, +45% a 11 milioni di euro.
  • La geografia del vino australiano sta dunque cambiando radicalmente dai paesi anglosassoni a quelli asiatici. Se mettiamo insieme anche Malesia, Thailandia, Corea e compagnia arriviamo al 47% circa delle esportazioni di vino del semestre.
  • Infine vi metto un grafico sul mix tra vino imbottigliato e vino sfuso, che se ricordate è stato oggetto della grande crisi del vino australiano quando la valuta era forte. La situazione si è decisamente riequilibrata, con una quota di vino “fermo non in bottiglia”, quindi con dentro anche qualche bottiglia di spumante ma poca roba, di 150 milioni di euro circa sui 750 circa, quindi una quota di un quinto: ancora tanto ma in fase calante rispetto a qualche anno fa.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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