Yantai Changyu Pioneer Wine – risultati 2016

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E’ ora di dare uno sguardo all’andamento di Yantai Changyu Pioneer Wine, l’azienda leader del settore vinicolo cinese (o almeno questo è quello che ci è dato di sapere). Per inquadrare il tema stiamo parlando di un’azienda da circa 640 milioni di euro di vendite, quasi 100 milioni di euro in cassa pronti per essere spesi e utile netto di oltre 130 milioni di euro, della quale è azionista con il 33% del 50% (quindi il 17%) la ILLVA di Saronno. La valorizzazione dell’azienda è di circa 19 miliardi di dollari di Hong Kong, che corrispondono malcontati a 2.2 miliardi di euro, a sua volta un multiplo di circa 17 volte gli utili storici e di circa 3.3 volte le vendite. Bene, inquadrato l’argomento passiamo ai numeri. Abbiamo sempre “buttato lì” il tema dei profitti eccezionali e forse insostenibili. Questo sta succedendo a quanto si può vedere. La strategia di internazionalizzazione dell’azienda, che cerca di comperare attività all’estero (aziende vinicole, per ora se ne vede una in Spagna nel perimetro e un negotiant di Bordeaux) per importarne i prodotti in Cina, sta un po’ abbassando i margini che restano comunque su livelli molto elevati. Nel 2016, con vendite in crescita dell’1.5% il margine operativo scende dal 29% al 27% e il ritorno sul capitale dal 18% al 16%. Di nuovo, un deterioramento da livelli di partenza eccezionalmente positivi. Passiamo a qualche numero di dettaglio (e al Remimbi…).

  • Le vendite crescono dell’1.5% a 4.7 miliardi di Remimbi, con un incremento dell’1.1% nel segmento vino e del 2.5% nel segmento dei Brandy.
  • Il margine industriale scende nel segmento vino dal 69% al 67%, mentre si mantiene stabile al 65% nel brandy. Pur mantenendo i costi generali e commerciali sotto controllo, l’utile operativo scende leggermente, -4% a 1.3 miliardi di Remimbi, per un margine del 27%. La medesima sorte tocca all’utile netto, 982 milioni di Remimbi, -5%.
  • La maggior parte della generazione di cassa, circa 900 milioni di Remimbi (causa aumento del capitale circolante) viene investita. Nel 2016 l’azienda non ha acquistato altre tenute ma si è focalizzata sugli investimenti, circa 700 milioni di Remimbi (poco meno di 100 milioni di euro), un livello del 15% del fatturato, sconosciuto alla maggior parte delle aziende vinicole italiane. I dividendi pagati agli azionisti sono stati circa 370 milioni di Remimbi, ossia circa 50 milioni di euro.
  • Purtroppo la visibilità sulle prospettive aziendali è particolarmente limitata, talchè vi rimando a questo post che scrissi sulla strategia dell’azienda (novembre 2016).
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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