Il valore delle DOC/DOCG – stima I Numeri del Vino 2016

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Dopo esserci occupati di volumi prodotti nel 2015 e di prezzi medi nel 2016 è il giorno in cui mettiamo insieme i due dati e facciamo la moltiplicazione per calcolare il valore presunto alla produzione delle DOC Italiane. Come avete letto diverse volte è un calcolo difficile e approssimativo ma che fornisce un quadro di dove sta il valore. Vi ricordo che i dati di produzione sono quelli della vendemmia (e non della commercializzazione, che varia a seconda dei disciplinari e delle scelte dei produttori), per cui per esempio trovate un dato 2015 del Barolo che sarà il volume potenzialmente messo in commercio a partire dal 2019 o un valore del Prosecco che si basa su volumi prodotti e non commercializzati.

Fatta la dovuta premessa, che cosa ci dicono questi dati? Lo stesso che le esportazioni e i volumi. La concentrazione del valore delle DOC è negli spumanti. In quel segmento ci sono volumi elevati e prezzi buoni. Il Prosecco, con l’esplosione dei volumi prodotti nel 2016 e un prezzo (ancora per quest’anno) cresciuto del 16% diventa il punto di riferimento italiano con un valore di 750 milioni di euro, quasi il doppio dello scorso anno, ma anche il fratello maggiore, Conegliano Valdobbiadene cresce del 26% a 170 milioni di euro, con un rialzo simile dei prezzi (ma molto meno in termini di volumi). A questi  fa da contraltare il calo dell’Asti, che resta pur sempre la terza DOC italiana per valore. Il quadro insomma è positivo: la crescita media delle prime 10 DOC per valore è del 14%, che resta l’11% per le prime 20. Passiamo ai dati.

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  • Come dicevamo tra i vini spumanti si concentrano le DOC più importanti per valore, a fronte di volumi elevati e prezzi superiori alla media. Il Prosecco è balzato a un valore della produzione di 750 milioni dai 400 dello scorso anno, mentre il Conegliano Valdobbiadene cresce da 135 a 170 milioni, mantenendo un piccolo premio sui prezzi.
  • Calando invece tra le grandi DOC, secondo le nostre stime, l’Asti (per cui usiamo i prezzi del Moscato, gli unici disponibili e stabili nel 2016) da 130 a 113 milioni, e tra i vini rossi il Chianti, -19% e il Valpolicella, -11%.
  • Sono invece in crescita costante le altri grandi DOC rosse: il Chianti Classico cresce de 9% a 76 milioni di euro, il Barolo del 21% a 87 milioni di euro e il Brunello di Montalcino del 9% a 73 milioni. Non abbiamo purtroppo dati precisi sulla produzione di Amarone 2015, ma riprendendo quelli del 2014 arriviamo a un valore sostanzialmente stabile, viste le quotazioni del vino alla borsa merci.
  • Gli andamenti più di medio termine, quindi crescite annue dal 2011 al 2016, mettono in luce il forte progresso del Prosecco, +32% annuo dal 2011, oltre all’andamento molto positivo della DOC Langhe (+18%) e del Chianti Classico (+17%). In questo ranking emergono anche i dati molto buoni di alcune piccole (si fa per dire) DOC come Lugana e Gavi, cresciute al ritmo del 13-14% annuo negli ultimi anni.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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