Svezia – importazioni di vino 2016

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Per qualche strana ragione, mi sono perso per strada il mercato svedese e quindi recupero in questo venerdì semi-vacanziero con l’analisi delle importazioni di vino, che corrisponde anche all’analisi del mercato, dato che di produzione locale non ce n’è. Come succede anche in Danimarca e Norvegia, i leader indiscussi qui sono italiani e francesi, che sono quelli in crescita più significativa negli ultimi anni. Noi siamo davanti in Danimarca e Norvegia, i francesi sono più forti in Svezia. Il mercato svedese è molto appetibile e questa è la conclusione principale del post: la crescita è stata costante negli ultimi anni intorno al 4-5% e si tratta di un mercato piuttosto significativo, con 641 milioni e 2.2 milioni di ettolitri di prodotti importati. E’ anche un mercato con un importante peso di prodotti sfusi, circa 1 milione di ettolitri e 172 milioni di euro, dominato dai sudafricani e dagli italiani (rispettivamente per volume e valore). Anche in questo mercato, come in molti altri, i nostri spumanti stanno crescendo velocemente… passiamo ai dati.


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  • Le importazioni 2016 sono cresciute in euro del 4% a 641 milioni, leggermente di più se calcolate in corone svedesi, +5% a 6.06 miliardi di corone, a fronte della leggera svalutazione del cambio registrata durante l’anno.
  • La Francia è il principale esportatore, grazie agli spumanti, con 165 milioni di euro per 362mila ettolitri (seconda dopo l’Italia per volume), con una crescita rispettivamente dell’8% e del 12% nel 2016.
  • L’Italia ha avuto una annata leggermente meno positiva, +4% a 155 milioni di euro, ma su un arco temporale più ampio ha lo stesso passo dei francesi, una crescita annua del 10%, dunque ben superiore al +4.6% annuo registrato dal mercato. La nostra performance è sostenuta dai vini spumanti, balzati del 33% a 26 milioni di euro nel 2016 e con un ritmo di crescita superiore al 30% negli ultimi anni, mentre il nostro prodotto è meno performante nel segmento dei vini imbottigliati (+2% nel 2016 a 97 milioni e +7% annuo dal 2011 a questa parte).
  • Il terzo esportatore è la Spagna, ma molto distante, con 58 milioni di euro (+10% nel 2016).
  • Numeri invece molto negativi sono quelli del Sud Africa, che qualche anno fa era vicino all’Italia e ora è relegato al quarto posto tra i vini bevuti nel paese. Le importazioni di vino sudafricano sono scese ininterrottamente dal 2010 a questa parte a un ritmo del -10% annuo, sia sfuso (-11% annuo) che imbottigliato (-8%).
  • Poca fortuna hanno anche gli altri paesi del nuovo mondo, ad eccezione dei prodotti americani. Il vino cileno è calato del 10% nel 2016 e staziona intorno a 30 milioni di euro, e dati negativi sono anche rilevabili per Argentina e Australia, entrambi marginali in questo mercato con meno di 20 milioni di esportazioni rispetto a un totale di oltre 600 milioni.
  • Uno sguardo finale merita il grafico dei vini spumanti, dove potete apprezzare il forte progresso dei prodotti italiani, ma anche spagnoli, in un contesto di crescita molto sostenuta del 10% annuo a valore tra il 2011 e il 2016. La Francia continua a guidare nel segmento con 57 milioni (+4%) rispetto al totale di 106 milioni di euro.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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