USA – importazioni di vino – aggiornamento 2016

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Il mercato americano non ha deluso le ambizioni italiane neanche nel 2016, come abbiamo già visto indirettamente parlando del nostro export. Nel 2016, gli americani hanno premiato i nostri prodotti (+6.5%, ancora una volta meglio del mercato, cresciuto del 3.6%), soprattutto nel segmento degli spumanti (+34%) e l’Italia ha così incrementato la quota di mercato di quasi un punto percentuale, passando al 32.3%. Anche la Francia ha avuto un buon anno a +4.5% con un andamento molto più omogeneo tra le diverse categorie. Il fenomeno in America è però la Nuova Zelanda, che con un balzo del 12% (e del 20% sugli ultimi 5 anni) ha raggiunto l’Australia, i cui prodotti hanno faticato dopo un buon anno. Il 2017 si apre sotto buoni auspici dal punto di vista valutario, mentre qualche preoccupazione per possibili cambiamenti nei dazi doganali penso sia giustificata, soprattutto nel segmento dei vini di alta qualità dove non è possibile trasferire parte della catena del valore nel mercato locale, per esempio spedendo prodotti sfusi da imbottigliare. Passiamo ai numeri.

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  • Gli USA sono di gran lunga il maggiore importatore mondiale di vino e il 2016 ha segnato il nuovo record di 5.24 miliardi di euro (5.8 miliardi di dollari), che significa un incremento del 3.6% sul 2015 e del 7.6% annuo dal 2011. In realtà questi numeri sono spinti dal rafforzamento del dollaro. Se li pulissimo da questo effetto, saremmo intorno a un ritmo costante del +3%.
  • Abbiamo già introdotto l’argomento forte, che sono i 331 milioni di euro di spumanti italiani importati dagli americani, +34%. Sono il pezzo forte del nostro 2016, in cui siamo invece stabili (pur di gran lunga leader) nei vini imbottigliati (+1.4% a 1344 milioni di euro) per arrivare a un totale importato dagli USA da noi di circa 1.7 miliardi di euro, +6.5% sul 2015 e +8.5% annuo dal 2011 a questa parte.
  • La Francia è cresciuta del 4.5% a 1.5 miliardi di euro, un dato molto positivo per due motivi. In primo luogo non deriva da un exploit irripetibile, come succede invece per l’Italia. In secondo luogo la crescita si innesta (come per tutti i paesi, in realtà, in forza al cambio) su un anno già particolarmente buono.
  • Dietro la Francia è importante menzionare la debolezza Australiana, dopo il balzo del 2015, e la crescita costante della Nuova Zelanda, che rischia di diventare il terzo player nel mercato americano nel 2017. Entrambe sono intorno a 380 milioni di euro di export, quindi decisamente in posizione di secondo piano rispetto a Italia e Francia. La Spagna cresce del 3% a 328 milioni di euro e mantiene un passo sui 5 anni molto allineato a Francia e Italia, partendo da livelli decisamente inferiori.
  • Un occhio al segmento degli spumanti, dove la Francia mantiene una chiara leadership con il 60% circa del mercato, quasi 600 milioni di euro contro i 1024 delle importazioni totali. Il balzo dell’Italia è molto evidente, +34% contro +4% dei francesi e +5% degli spagnoli che con 85 milioni di euro sono il terzo e ultimo player rilevante del segmento.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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