Spagna – esportazioni di vino – primo semestre 2016

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Le esportazioni spagnole di vino sono cresciute quasi come quelle italiane nel corso dei primi sei mesi, nonostante una dinamica molto negativa dei volumi, legata all’andamento delle vendemmie iberiche, caratterizzate da una incredibilmente ricca produzione nel 2013 e in parte 2014 che si è poi normalizzata nel corso del 2015. La Spagna resta saldamente il leader mondiale nelle esportazioni a volume, 11.5 milioni di ettolitri in sei mesi (-6%), e la terza potenza mondiale in termini di valore esportato, quasi 1.3 miliardi di euro (+2.4%) da gennaio a giugno. A differenza dell’Italia, la Spagna fa fatica a crescere nel segmento spumanti (proprio “sotto attacco” dei nostri prodotti, che hanno una qualità simile a una fascia di prezzo più contenuta), ma va meglio di noi nel segmento dei vini fermi imbottigliati, che con un +5% sono il vero driver dell’export del periodo (quando invece sono il punto debole per le nostre esportazioni). Da un punto di vista geografico, va notato il calo ulteriore del prodotto spagnolo nel suo mercato più importante, la Germania (-5%) che però viene controbilanciato dall’ottima performance in USA (+11%, nonostante il cambio non aiuti più) e soprattutto in Cina, dove gli spagnoli hanno spedito vino per quasi 70 milioni di euro (+40%), contro il nostro magro bottino di 45 milioni di euro (+10%). Cosa ha per i cinesi il vino spagnolo più del nostro? Niente mi viene da dire, soltanto la capacità di essere venduto. Passiamo ai numeri.


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  • Le esportazioni crescono del 2.4% a 1.26 miliardi di euro, raggiungendo il massimo storico per la Spagna. In termini di volumi, invece, il calo è del 6% a 11.55 milioni di ettolitri, pur sempre un livello elevato rispetto alla media storica. Ne risulta un prezzo-mix di circa 1.1 euro per litro che resta il livello più basso tra i grandi paesi esportatori.
  • I vini imbottigliati sono il traino alla crescita, +5% a 819 milioni di euro, mentre i vini spumanti continuano a faticare in alcuni mercati e mettono a segno un magro +2.7% (inferiore sia ai dati degli spumanti italiani che francesi) a 175 milioni di euro. Vista la minore disponibilità di vini sfusi, la categoria perde circa il 5% di export, che si attesta a 267 milioni di euro.
  • Dove esportano gli spagnoli. In termini di volumi, va sottolineato che nonostante meno volumi disponibili gli spagnoli hanno spedito ancora più vino in Francia, siamo a 3.1 milioni di ettolitri in 6 mesi, mentre cala di molto l’export in Portogallo (che era peraltro cresciuto in modo anomalo). Il secondo mercato per volumi resta la Germania con circa 2 milioni di ettolitri, -3%.
  • In termini di valore, dove i dati sono più interessanti, le esportazioni calano del 5% in Germania a 171 milioni di euro (il 14% del totale). Ci sono poi tre mercati tutti all’11% circa del totale, cioè 140-145 milioni di euro: gli USA, +11%, la Francia +7% e il Regno Unito, -4%. Scorrendo la classifica non si piò non notare il balzo del prodotto spagnolo in Cina, +40% a 69 milioni di euro, tra l’altro interamente derivante dall’esportazioni di vini imbottigliati (+50% a 62 milioni di euro).
  • Chiudiamo con i vini spumanti, dove i dati mostrano una forte volatilità. I mercati problematici sono la Germania e il Regno Unito, in calo entrambi del 16-17%, dove le esportazioni sono lontanissime dal livello di qualche anno fa. A far tornare l’equazione sono gli USA, primo mercato di gran lunga con il 18% del totale esportato, che crescono dell’11% e l’interessante evoluzione degli spumanti spagnoli in Francia, +24% nei sei mesi ma con dietro alle spalle una serie molto positiva.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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