Australia – esportazioni di vino primo semestre 2016

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Le esportazioni australiane non hanno ripetuto l’exploit del 2015 nel corso dei primi 6 mesi di quest’anno, sia che le si guardi in Euro che in dollari o nei dollari australiani. I dati pubblicati da UN Comtrade indicano un totale export in calo del 5% a 672 milioni di euro, interamente legato alla caduta delle esportazioni di vino sfuso, che hanno in passato rappresentato un forte supporto al settore australiano del vino. Il prodotto sta perdendo quota in USA e nel Regno Unito da diversi anni e nel primo semestre la crescita in Cina (+27%, con un raddoppio nel corso degli ultimi 2 anni) non è servita a compensare. Come vedremo domenica sera, non e’ pero’ ancora venuto il momento in cui l’Australia lascerà il posto agli USA come quinta potenza mondiale nell’export di vino, visto che gli USA hanno accusato il colpo della rivalutazione del dollaro nei primi mesi del 2016. Andiamo ad analizzare i dati.


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  • I primi 6 mesi si chiudono con un calo del 5% delle esportazioni a 672 milioni di euro. Tale calo si compone di un -18% per i vini sfusi a 118 milioni di euro e di un livello sostanzialmente stabile dei vini imbottigliati a 535 miloni di euro. In termini di valore, i vini sfusi sono dunque scesi al 18% dell’export a valore.
  • Come dicevamo nell’introduzione, la crescita in Cina è continuata nel primo semestre a ritmi sostenuti, +27%, per un valore di 131 milioni di euro. Sebbene sia ancora il secondo mercato dietro gli USA, se mettessimo insieme Cina e Hong Kong i due mercati sarebbero di gran lunga primi con 170 milioni di euro di export.
  • In USA il prodotto australiano non è riuscito a confermare i miglioramenti del 2015, calando del 12%. Lo stesso si può dire per il Regno Unito, dove l’andamento è ancora più preoccupante, -15% a 108 milioni di euro. Tra i grandi mercati storici dei vini australiani resiste soltanto il Canada, -1% a 62 milioni di euro.
  • Passando all’analisi delle singole categorie, non si trovano grandi sorprese. Il forte calo dei vini sfusi si lega al fatto che il prodotto venduto in Cina è per la maggior parte imbottigliato (solo il 6% del vini sfuso in valore va in Cina, contro il 23% del vino imbottigliato). Il vino sfuso australiano è molto legato al Regno Unito, dove si realizzano il 50% delle vendite e dove il trend è costantemente in calo dal due anni a questa parte.
  • Nel segmento dei vini imbottigliati non ci sono particolari spunti in aggiunta a quanto abbiamo detto, salvo che il calo del Regno Unito è dell’8% soltanto, rispetto al -11% degli USA.
  • E’ dunque molto probabile che l’Australia sia destinata a passare la mano agli USA come quinto mercato esportatore di vino. D’altronde la produzione americana si attesta su circa 20 milioni di ettolitri contro i 12 degli australiani…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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