L’andamento degli indici Liv-ex e il confronto con i mercati azionari – aggiornamento 2016

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E’ venuto il momento di aggiornare i dati sugli indici Liv-Ex, ossia indici sintetici che rappresentano l’andamento dei prezzi a cui vengono scambiati i grandi vini, presso questa specie di “mercato borsistico” organizzato a Londra. Bene, siccome i prezzi sono espressi in Sterline e così gli indici, bisogna fare una premessa grossa come una casa: siccome la valuta inglese si è svalutata del 15% circa da fine 2015 a oggi (e del 20% dal picco di novembre 2015 a oggi) e siccome di vini inglesi non ce ne sono, ma sono perlopiù francesi con qualche italiano, spagnolo e americano, quando questi indici vengono riportati “fattorizzano” in positivo questa variazione cambi. Per questo motivo, abbiamo riportato nel post dei grafici con l’indice originale e l’indice espresso in Euro invece che in sterline.

Le conclusioni sono radicalmente diverse, come potete immaginare. Il “trionfale” +12% del Liv-Ex 1000 da inizio anno, in un contesto di mercati borsistici che languono nel migliore dei casi, diventa -3% quando visto in Euro, così come il +11% da luglio 2015 a questa parte si trasforma in un -7%. I nostri vini (Liv-Ex 100) non si sottraggono chiaramente a questa sorte. Qual è il modo giusto di osservarli? Beh, se ognuno guarda con il suo occhio e con il suo portafoglio, mentre il sottoscritto resta sempre più convinto, anche dopo aver visto questi numeri, che sia meglio comprarsi il vino per berselo. Passiamo a guardare qualche numero insieme.


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  • Gli indici Liv-Ex a fine luglio 2016 hanno mostrato degli incrementi superiori al 10% da inizio anno. Stiamo parlando del grande indice che raggruppa 1000 vini, +12%, e di quello “storico” dei 100 vini più trattati (perlopiù francesi) che ha visto il suo valore in sterline crescere da 238 punti a 269 punti, +13%. Anche i vini italiani hanno avuto un “sussulto” nel 2016, ma il loro valore è cresciuto di meno, del 6% circa, dopo essere stati stabili (in sterline) per un paio di anni.
  • Come dicevamo sopra, visti in euro tali andamenti sono radicalmente diversi. Ossia, tutto il buono viene dalla svalutazione della sterlina. Se un investitore basato in euro (o in dollari) avesse investito, la sua performance sarebbe stata radicalmente diversa. Per l’indice Liv-Ex 1000 si parlerebbe di una perdita del 3% e nel caso dell’indice italiano saremmo sotto del 7%.
  • La seconda analisi che vi propongo è il confronto tra l’andamento di diversi indici borsistici (MSCI Mondo, Europa, Italia e Francia) espressi in dollari e “total return” quindi inclusivi del pagamento di dividendi (che il vino non offre, salvo aprirlo e bersene un goccio…) e questi indici. Per coerenza, viste le oscillazioni del cambio ho “girato” tutto in Dollari americani invece che in euro, dato che in questa valuta vengono riportati gli indici di borsa. Come potete vedere dalla tabella, da inizio anno le borse mondiali sono a +3% e il Liv-Ex 1000 è a 0%. Certamente lo 0% è meglio del crollo di alcune borse europee (la nostra spicca…). Purtroppo per il Liv-Ex il confronto con le borse “mondo” è negativo anche guardando a 1 anno (-6% rispetto a -3%), due anni (-12% rispetto a +1%) e 3 anni (-8% rispetto a +13%).
  • Vi lascio con tabelle e grafici che meglio vi fanno comprendere le chiacchiere di cui sopra…

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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