Banfi – risultati 2015

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Nel 2015 Banfi è riuscita a portare a casa un ulteriore miglioramento dei margini di profitto in un contesto di una crescita delle vendite intorno al 5%, supportata piuttosto sorprendentemente dai progressi nel mercato europeo. Invece, le vendite in Nord America non sembrano essere cresciute nel 2015, nell’ambito di una riorganizzazione commerciale che vede la società agricola vendere direttamente sul mercato senza passare forzatamente per la società commerciale. Così come abbiamo visto per altre aziende, il 2015 è stato però anche un anno di investimenti e di nuove acquisizioni. Oltre alla predisposizione degli 80 ettari a Campiglia Marittima, Banfi ha portato a compimento l’acquisizione di 60 ettari vitati nel Chianti (Cerreto Guidi) e di altri 30 al confine con la proprietà principale di Banfi, nel comune di Castel del Piano. Per il secondo anno consecutivo, e quest’anno in modo molto evidente, gli investimenti sono stati superiori alla generazione di cassa dell’azienda.

Come già per gli scorsi anni presentiamo i dati cercando il più possibile di “riunire” le due anime di Banfi, agricola e commerciale, dopo la separazione di qualche anno fa. Vi sottolineo quindi che questi numeri rappresentano delle stime e, se non nella precisa ripartizione, non corrispondono ai dati riportati nel bilancio di Banfi. Detto questo, sono credo la miglior approssimazione della performance del gruppo.

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  • Le vendite sono state circa 74 milioni di euro, di cui 62.2 generate dalla società commerciale, circa 10 dalla società agricola “indipendentemente” dalla commerciale in Nord America, oltre alla parte rimanente relativa alle altre attività del gruppo. Il fatturato cresce del 5% in Europa, è apparentemente stabile in USA (il che è piuttosto sorprendente visto la forte rivalutazione del dollaro, anche se già nel 2014 le cose non erano andate bene) e compie un balzo importante negli altri mercati.
  • Le buone notizie vengono invece dai margini, che sono in miglioramento di almeno 1 punto percentuale, stimiamo intorno al 14% per il dato combinato del MOL. Dati i 10 milioni di vendite di vino rimasti in capo all’agricola, il contributo dell’azienda commerciale cala del 10%, a vantaggio di un +25% per l’agricola. Stimiamo un MOL di circa 10 milioni di euro, in crescita del 13% circa sullo scorso anno e un utile operativo di 4.3 milioni, +22%. Il bilancio si chiude poi con un utile netto di circa 2 milioni, combinando le due unità, a causa di una aliquota fiscale ancora molto elevata e vicina al 50%.
  • Il ciclo di investimenti come abbiamo anticipato sta prendendo quota. Nel 2015 sono stati spesi quasi 12 milioni di euro, ben oltre la generazione di cassa di 8 milioni e il doppio degli ammortamenti, 6 milioni. L’indebitamento combinato dei due “pezzi” di Banfi cresce dunque un po’, intorno a 22 milioni dai 19 del 2014, circa 2 volte il livello del margine operativo lordo come era stato per lo scorso anno.
  • Il capitale investito, dopo al discesa del 2008-2012 riprende a salire superando quota 130 milioni. In attesa che tutti gli investimenti producano effetti economici all’interno del conto economico, il ritorno sul capitale qui calcolato resta molto basso, il 3-4% e anche Banfi riporta nella relazione degli amministratori della società agricola quanto segue: “[…] emerge un livello di reddività della gestione caratteristica non ancora pienamente soddisfacente e, benchè la redditività delle vendite, come evidenziato dal ROS, raggiunga buoni livelli, tuttavia il grado di efficienza produttiva necessita di un aumento. E’ in questa ottica che occorre lavorare per migliorare tale efficienza, migliorando così il livello di redditività del capitale investito, che rimane statico”.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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