Compagnia de’ Frescobaldi – risultati 2015

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Il 2015 è stato un anno particolarmente positivo per la Compagnia de’ Frescobaldi, con un fatturato in crescita di oltre il 10% in rapido avvicinamento a 100 milioni e margini di profitto che hanno toccato il punto più elevato da quando inumeridelvino analizza il bilancio. Gli amministratori prevedono per il 2016 un ulteriore incremento dei volumi di vendita e hanno messo a punto un paio di operazioni per accompagnare tale crescita, adeguando la capacità produttiva. Nel Chianti Classico, Frescobaldi ha preso in affitto oltre 60 ettari di vigneto del Castello di San Donato in Perano; nella zona di Montalcino ha acquistato con un investimento di 11 milioni una tenuta che sarà molto importante per uno dei suoi prodotti di punta, “Luce”, dato che consentirà di predisporre una cantina apposita e di aumentare i volumi da 85mila bottiglie a 130mila. Anche se il prezzo dell’acqusizione è stato definito “caro”, l’orizzonte di lungo termine tipico dell’azienda e l’utilizzo della nuova produzione per un prodotto di alta gamma come Luce consentirà certamente di estrarre valore dell’operazione. Il  post continua con l’analisi dettagliata.


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  • Le vendite raggiungono 97 milioni di euro, in crescita del 12% dopo quattro anni di stabilità tra 85 e 87 milioni. I rapporti di cambio con il dollaro in rafforzamento dovrebbero aver aiutato, anche se il progresso dei volumi è evidente: nel mercato italiano il fatturato rimbalza del 9% dopo 3 anni di calo e ritorna a 35 milioni, mentre all’estero le vendite salgono del 13% e toccano il massimo storico di 62 milioni.
  • La crescita degli utili è stata particolarmetne forte, con un margine operativo lordo passato dal 31.6% al 34.1%, quindi +20% in valore assoluto e un utile netto di quasi 15 milioni di euro, il 53% in più del 2014. A tale risultato contribuiscono ammortamenti stabili (anche se risaliranno per i recenti investimenti), e un regime fiscale particolarmente favorevole (Frescobaldi non ha pagato tasse nel 2015 e ha strutturalmente un’aliquota fiscale inferiore al 10%.
  • La struttura finanziaria è in miglioramento. Il debito passa da 20 a 15 milioni di euro, nonostante siano stati pagati dividendi (ipotizzo straordinari) da una delle controllate per 12 milioni di euro, oltre a circa 1 milione distribuito dalla capogruppo. A tale risultato contribuisce una generazione di cassa di 25 milioni di euro, un assorbimento di capitale circolante di 2 milioni e circa 12 milioni di investimenti. Il rapporto tra debito e MOL tocca il minimo di sempre a 0.5 volte, giustificando quindi un maggior sforzo di investimento, anche rivolto alla crescita esterna. L’acquisizione di Montalcino, a tale proposito non dovrebbe “costare” un incremento superiore a 0.3-0.4 volte il MOL, anche considerando i probabili investimenti richiesti per integrare l’acquisizione.
  • Vi propongo infine un’analisi che confronta i 10 anni di Frescobaldi rispetto al campione Mediobanca del vino. Come potete vedere dai due ultimi grafici più sotto, Frescobaldi ha avuto una dinamica delle vendite inferiore a quella del settore del vino italiano, con un incremento annuo delle vendite sul decennio del 3.5% contro il 4.5%. Se però spostiamo l’attenzione sull’andamento degli utili il discorso cambio radicamente: l’utile operativo della Compagnia cresce del 12% annuo (2005-2015), contro un +6.5% per il settore (calcolato fino al 2014). Segno di una strategia più incentrata sul valore aggiunto sulll’integrazione verticale (dai vigneti al prodotto finito) che non sulla dimensione commerciale, che sta premiando l’azienda.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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