Caviro – risultati 2015

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Tutti gli indicatori di Caviro per il 2015 sono stati in rialzo, salvo che per il fatturato. La cooperativa è riuscita a liquidare i vini dei soci a un valore ritenuto soddisfacente (il 9% in meno rispetto allo scorso anno, con un calo inferiore al prezzo a cui sono state acquistate le uve dall’esterno, il 17%  in meno del 2014). Non solo, le recenti acquisizioni hanno consentito a Caviro di realizzare utili in leggera crescita, con un margine operativo lordo cresciuto del 2% e un utile netto balzato da 5 a quasi 7 milioni di euro. Cala anche il debito, da 77 a 55 milioni di euro, uno dei livelli più contenuti degli ultimi anni. Per quanto riguarda il 2016, Caviro vede uno scenario piuttosto difficile, caratterizzato dal calo dei prezzi che sta spingendo alcuni clienti (GDO) a rinegoziare i contratti, in un contesto di volumi in crescita. Ma per ora concentriamoci sul 2015.

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  • Le vendite sono calate del 4% a 300 milioni di euro. Il calo è stato più marcato nel settore distilleria (circa 9-10% in meno del 2014), ma anche il segmento vino è sceso secondo le nostre stime del 3% circa a 220 milioni di euro. All’interno di questo trend le esportazioni di vino sono invece cresciute anche nel 2015, toccando quota 68.5 milioni di euro (+2%), con un forte progresso in Germania (circa 13 milioni), mentre si riprende il mercato inglese (17 milioni), pur restando al di sotto del livello storico. Infine, nonostante il forte miglioramento del cambio, il fatturato aziendale in USA è calato da 12 a 11 milioni di euro. Le vendite in GDO di Caviro sono invece calate del 2% a 123 milioni a causa del calo dei prezzi, anche se la cooperativa è rimasta il leader assoluto in questo canale in Italia. Le altre divisioni (energia e distilleria) hanno subito un calo più marcato come dicevamo, il che ha di fatto ribaltato l’andamento delle vendite all’estero del gruppo.
  • I margini sono stati in crescita. il MOL passa dall’8.4% al 9% del fatturato, il che ha consentito di ribaltare l’andamento del fatturato in un +2%. L’utile operativo è praticamente stabile, mentre il calo dei debiti e una fiscalità più favorevole ha consentito la crescita dell’utile netto da 4.8 a 6.7 milioni di euro.
  • Per quanto riguarda la parte cooperativa, Caviro ha acquistato circa il 12% dei volumi trattati, mentre soci hanno apportato i rimanenti 2.1 milioni di quintali di vino, liquidato a 33 euro al quintale, -9% rispetto al 2014. Invece, per i vini acquisiti all’esterno, il prezzo medio è stato di 49 euro al quintale (ricordo che si tratta di qualità diversa), -17% sul 2014, dopo un forte risparmio già evidenziato nel 2014 (-16%).
  • L’indebitamento del gruppo scende a 55 milioni, dopo aver toccato il picco di 77 nel 2014 a seguito delle acquisizioni. Il livello è di tutta tranquillità a 2 volte il MOL e stiamo parlando di una cooperativa. Se il progetto di arricchire il portafoglio con delle aziende vinicole ha un seguito non sarà certamente la mancanza di risorse finanziarie a frenare Caviro. Vedremo se nel 2016 il gruppo riesce a mettere a segno qualche colpo…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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