Russia – importazioni di vino 2015

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email
RUSSIA 2015 1

Anche nel 2015 l’Italia ha mantenuto la leadership assoluta tra gli esportatori di vino in Russia. Purtroppo però i valori non sono più quelli degli anni precedenti, essenzialmente a causa del peggioramento del rapporto di cambio con il Rublo. Infatti, la Russia ha importato “solo” 622 milioni di euro di vino nel 2015, il 28% in meno del 2014 e il 33% in meno del record del 2014 (924 milioni), ma i cali sono tali soltanto nella nostra valuta. Le importazioni in valuta locale sono cresciute del 15% nel 2015, allo stesso ritmo degli ultimi 5 anni. In termini di volume, stiamo parlando di circa 4 milioni di ettolitri, il 20% in meno del livello del 2012-2013 (5 milioni di ettolitri) e circa il 15% in meno dei 4.7 milioni del 2014. SI riprenderà? La Russia è una economia fortemente legata al prezzo delle materie prime. Dove andrà il petrolio non lo sa nessuno: quando scende tutti dicono che scenderà di più e quando stava a 120 dollari al barile tutti si sperticavano in stime da 200 dollari. Certamente, in questo momento ci sono due fattori contrastanti: da un lato, il cambio ha continuato a peggiorare, tale per cui la Russia nei primi 4 mesi dell’anno ha un rapporto di cambio di 71 rubli per un dollaro rispetto a 61 dello scorso anno. Dall’altra c’è il tema petrolio: a guardare il grafico sembrerebbe di scorgere una inversione di tendenza.

RUSSIA 2015 2
  • Le esportazioni 2015 sono calate del 28% a 622 milioni di euro, corrispondenti a 38 miliardi di rubli (+15%) in valuta locale. Di questi il 70% sono vini imbottigliati (437 milioni, in calo del 29%), il 15% vini sfusi (91 milioni, -11% con probabilmente un effetto sostituzione dei vini imbottigliati) e il restante 15% sono gli spumanti, con 95 milioni e con un calo del 40%.
  • Purtroppo l’Italia ha una “sovraesposizione” proprio agli spumanti, quindi alla categoria con l’andamento peggiore, mentre la Spagna, come già sapete dai post al riguardo è il leader mondiale nei vini sfusi, che sono stati la categoria meno penalizzata. Da questa considerazione si legge facilmente il grafico delle quote di mercato e quello dell’andamento delle diverse nazioni.
  • L’Italia resta leader, con 180 milioni di euro di export e una quota del 29%. Il calo del nostro export è marginalmente più elevato del valore totale ma decisamente peggio di noi hanno fatto i francesi, che crollano del 38% a 112 milioni di euro, probabilmente a causa del fatto che i loro vino sono quelli più cari e quindi i più soggetti all’impatto negativo del cambio (da cari, in altre parole, sono diventati troppo cari!!!).
  • La Spagna scende solo del 6% a 100 milioni, con una forte componente di sfuso (37 milioni) in crescita del 13% sullo scorso anno. Dopo questi tre che si suddividono i due terzi del mercato, viene la vicina Georgia, con 77 milioni di euro e un calo del 36% (ma dopo l’exploit degli scorsi due anni) e l’Ucraina, quasi stabile a 29 milioni di euro. Cileni, Sud Africani e tutti gli altri, sono quasi introvabili nella classifica…
  • Una menzione particolare va allo spumante, dove l’Italia pur calando del 41% non fa peggio dei francesi e si tiene il 62% del mercato totale. In volume, si tratta di 170 mila ettolitri sui 240mila totali dell’import russo.

RUSSIA 2015 15
RUSSIA 2015 4RUSSIA 2015 5RUSSIA 2015 3RUSSIA 2015 6


Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>