Lanson BCC – risultati 2015

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Dopo aver commentato dati molto negativi di Vranken Pommery, i risultati di Lanson BCC non sono più una sorpresa. Il 2015 è stato un anno difficile, con un forte calo dei risultati soprattutto nel primo semestre e un finale d’anno colpito dal rallentamento del mercato francese, che vi ricordo rappresenta il 60% delle vendite di Lanson. Con vendite in calo del 3%, l’utile operativo scende del 18% e l’utile netto cala del 23%. Il tono del comunicato di Lanson non è però negativo. Si lamenta la forte competizione sul mercato francese (ma non gli attentati) e si mette in luce che una delle ragioni dei risultati negativi è anche il processo di riorganizzazione della rete internazionale di distribuzione e gli investimenti nelle differenti filiali produttive in Francia.In effetti, il fatturato del primo trimestre 2016, +5%, lascerebbe intendere che i numeri possano migliorare quest’anno, anche se nei primi 3 mesi dell’anno viene realizzato soltanto il 15% del fatturato annuale. Analizziamo insieme i dati.

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  • Il fatturato cala del 3.5% a 267 milioni di euro, essenzialmente a causa del -3% in Francia a 159 milioni e del -3.5% in Europa a 93 milioni. Qui si realizza il 95% del fatturato. C’è un buon segno positivo in America +13% ma sono sono solo 4 milioni di euro, mentre il mercato asiatico cala per Lanson del 16% a 9 milioni di euro.
  • Passando all’analisi dei principali marchi, l’andamento più positivo è per la maison Lanson che cresce del 15% a 80 milioni di euro, mentre sono negativi sia Burtin, -5% a 110 milioni, sia Chanoine, -9% a 37 milioni di euro. Da notare, tra i marchi più familiari per noi italiani, il +5% di Philipponat, che supera per la prima volta la soglia dei 10 milioni di euro di vendite.
  • Il margine soffre del calo del fatturato. Nonostante il management lamenti l’incremento dei costi delle materie prime non compensato dai prezzi, il margine “industriale” quindi dopo i soli costi di produzione passa dal 38.3% al 38.0%, quindi quasi costante, mentre nonostante gli sforzi per contenere i costi a livello di Margine operativo lordo e Utile operativo il calo si fa più pesante. Il MOL scende del 14% a 33 milioni e l’utile operativo del 16% a 28 milioni di euro, per la prima volta nella storia del gruppo al 10% soltanto del fatturato. Infine l’utile netto scende del 23% a 12 milioni.
  • La parte finanziaria si muove in modo omogeneo con un incremento del capitale investito, sia parte patrimonio che parte debito del 4-5% all’insu. Il gruppo ci tiene a separare la parte di debito che va a finanziare il magazzino, circa 415 milioni e in crescita, dall’altra, circa 80 milioni e in calo. La verità è che il debito ormai sfiora i 500 milioni di euro e sfiora le 15 volte il margine operativo lordo, mentre è vicino al valore del magazzino, 486 milioni di euro.
  • Il ritorno sul capitale investito affonda sotto il 4% sotto la pressione combinata di più capitale e meno utili…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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