Il valore delle DOC/DOCG – stima I Numeri del Vino 2015

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Dopo due anni riprovo ad affrontare il tema del valore delle DOC. Questa volta ho deciso di esplicitare tutte le “ipotesi sottostanti” alla valorizzazione, perchè alcuni valori non sono espliciti. Trovate le note nel proseguio del post. Naturamente il Prosecco la fa sempre più da padrone, con un valore che si avvicina a 400 milioni di euro, in crescita del 60% grazie alla combinazione del boom dei prezzi e di una produzione in costante crescita. Non solo, Conegliano Valdobbiadene supera Asti e diventa la seconda denominazione a maggior valore, con 135 milioni di euro, grazie all’incremento del prezzo dei vini all’origine, che presenta un premio del 25% rispetto al Prosecco. Terzo è l’Asti con 130 milioni di euro. Conclusione: le tre DOC più importanti italiane da un punto di vista del valore sono spumanti. I calcoli che si possono fare sono infiniti, combinando i Chianti, il Valpolicella con l’Amarone. Le conclusioni sono guidate da un incremento dei prezzi dell’8% in media per le DOC qui analizzate, su produzioni sostanzialmente stabili, naturalmente con importanti eccezioni per entrambi i componenti. Andiamo a guardare insieme il resto della classifica.


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  • Nell’ambito dei vini rossi, Chianti e Chianti Classico da un lato e Amarone e Valpolicella dall’altro sono i due più importanti poli, con un valore molto simile, intorno a 180 miliioni di euro per la produzione 2014 a prezzi 2015. L’andamento è diverso, in quanto in Veneto il valore è calato a causa dei minori ettolitri, mentre Chianti-ChiantiClassico partivano da 153 milioni, sono quindi cresciuti. In confronto, Barolo e Brunello di Montalcino, entrambi nell’intorno di 70 milioni sono molto distanti, anche considerando il valore dei vini DOC minori prodotti nelle medesime aree. Segue il Montepulciano con 60 milioni di euro.
  • Nell’ambito dei vini bianchi non spumanti, la leadership continua a spettare a Alto Adige, anche se la DOC non è puramente bianca, con 77 milioni. Per arrivare a un vino bianco “puro” bisogna scendere ai 43 milioni di euro del Soave, poi a 23 milioni c’e’ Gavi (in fortissima crescita).
  • Guardando al medio termine, quindi 5 anni, troviamo in cima alla classifica della crescita Asolo Prosecco, +50% annuo, seguito da Valdadige (+48%, ma con valori per ettolitri stimati), poi Prosecco a +29% annuo e Salice Salentino (+24%, anch’esso stimato).
  • Vi lascio alle note di compilazione e alla classifica completa. Le DOC i cui prezzo viene stimato sono: Alto Adige (media diversi vitigni), Piemonte (media diversi vitigni), Friuli Grave (media diversi vitigni), Reggiano (media diversi vitigni), Oltrepo’ Pavese (media diversi vitigni), Franciacorta (stesso prezzo base spumante Trento), Venezia (media DOC bianche Italiane), Lugana (uguale a Bianco di Custoza), Menfi (come Sicilia), Langhe (media DOC rosse italiane), Primitivo di Manduria (uguale a Castel del Monte), Pignoletto (come Romagna Sangiovese), Morellino di Scansano (media Chianti-Chianti Classico), Salice Salentino (come Castel del Monte), Colli Orientali del Friuli e Collio Goriziano (media DOC bianche Italiane), Cerasuolo d’Abruzzo (come Montepulciano d’Abruzzo), Modena (come Romagna), Vermentino di Gallura (50% premio su Vermentino di Sardegna), Asolo Prosecco (come Conegliano Valdobbiadene), Bolgheri (come Chianti Classico).
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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