Italian Wine Brands – risultati 2015

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Memore delle lunghe discussioni con il signor Pierluigi sui risultati di IWB 2014, mi sono guardato con discreta cura i numeri 2015, da un mesetto resi disponibili sul sito internet. Diciamo che il 2015 è stato un anno di transizione per il gruppo, che si è focalizzato sul “recupero” dei clienti di Giordano che si erano allontanati dal brand e sullo sviluppo della base clienti. Ciò è costato 1.1 milioni di euro cui si aggiungono oneri legati alla costituzione del gruppo e ristrutturazione che hanno sottratto all’utile netto altri 0.8 milioni di euro. Ne deriva un andamento economico leggermente migliore di quello dello scorso anno (vendite +3%, EBITDA -5%, utile netto +8%), una volta esclusi questi costi; altrimenti, l’EBITDA sarebbe sceso da 13 milioni a 11 milioni e l’utile netto da 5.1 a 3.6 milioni. Passando all’andamento commerciale, va meglio in Italia (nel primo semestre le vendite erano scese), mentre continua il calo in Germania e il balzo della Svizzera del primo semestre si è rivelato un fatto di natura transitoria, più che compensato dalla caduta delle vendite nel secondo semestre. Austria e Resto del mondo hanno continuato a crescere. Infine, una curiosità che aveva scatenato le discussioni sul blog: le vendite online nel segmento B2C di IWB sono calate nel 2015 a 5.6 milioni di euro, da 5.8 milioni.

Prima di andare a leggere i numeri in dettaglio, un cenno all’andamento borsistico: il titolo è rimasto quasi stabile nei mesi scorsi. Ha chiuso il 2015 con un calo del 4.5% rispetto all’inizio delle contrattazioni di fine gennaio 2015, mentre nel 2016 ha subito un calo del 2.4%. Se confrontata con l’andamento della borsa, IWB ha performato leggermente meglio, dato che la borsa da quando l’azienda si è quotata è calata del 13% circa.

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  • Le vendite 2015 sono cresciute del 3% a 145 milioni di euro. La suddivisione del fatturato che trovate in tabella spiega come si è giunti a questo risultato: la spinta è venuta dalle vendite B2C, cioè Giordano, che ha avuto un buon andamento dalle vendite “postali” e “televisive”, +6%, mentre calano in maniera piuttosto stupefacente le vendite internet, -3% sull’anno e -13% sul secondo semestre. Il segmento B2B invece registra un incremento del 2%, a causa del calo delle vendite di vino sfuso.
  • Dal punto di vista geografico, l’andamento del secondo semestre replica in parte l’evidenza dei primi 6 mesi. Si stabilizza l’Italia, che chiude l’anno a -2%, mentre continua il calo in Germania a -8% sull’anno e -10% sul secondo semestre. La Svizzera come dicevamo ribalta il balzo del primo semestre e chiude a -10%. La crescita viene tutta da Austria a +32% e resto del mondo (+26%), che cubano insieme 46 milioni di euro sostengono il gruppo.
  • Dei margini abbiamo detto. Le rettifiche di 1.8 milioni consentono di contenere il calo dell’EBITDA rettificato al -5%. Bisognerà vedere se questi costi “non ricorrenti” di sviluppo della clientela ritornano nel 2016… al che chiamarli non ricorrenti sarà difficile. E’ anche importante notare che questi numeri già includono oltre 1 milione di risparmi di costo dall’integrazione.
  • A livello di utile netto il gruppo beneficia del calo degli oneri finanziari derivanti dall’aumento di capitale della quotazione.
  • L’andamento finanziario vede un calo del debito a 20.7 milioni di euro, pari 1.6x volte il MOL, un rapporto di tutta tranquillità, ma anche un punto di partenza per lo sviluppo dell’azienda che mira in modo esplicito a consolidare il mercato italiano del vino…

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

1 Commento su “Italian Wine Brands – risultati 2015”

  • PIERLUIGI

    Buongiorno!

    Si ci sono ancora! A dire il vero leggo sempre con interesse tutti i post.

    Quanto ai numeri di IWB:
    Dal punto di vista borsistico ha perso poco rispetto agli indici azionari da inizio anno e dalla quotazione del 2015 ed è molto vicino al mio pmc!
    Ma vedo che è cosa comune con Masi.

    Bene vendite posta e televisive e “stupefacente” il calo internet. Strano ma bisognerebbe capire come vengono calcolate le tre voci.

    Direi invece che il dato più impressionante è il notevole calo dell’indebitamento passato dai 32,6 del 2014 ai 20,1 milioni del 2015.

    Molto bene direi! inoltre è attivo da pochi giorni un programma di buy back azionario.

    Lo stato patrimoniale è solido e questo è buono per la crescita del gruppo.

    Al prossimo bilancio!

    Pierluigi.

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