I risultati delle aziende e cooperative vinicole italiane 2014 – Rapporto Mediobanca

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Il rapporto Mediobanca analizza la performance economico-finanziaria delle maggiori 136 aziende vinicole, che rappresentano circa il 60% della produzione e export italiani. Come sempre cominciamo dal quadro generale, per dedicarci nelle prossime settimane a un paio di “sottogruppi”, in particolare escludendo le cooperative e considerando il sottogruppo degli “spumanti”. Il quadro del 2014, che il rapporto analizza in forma completa, direbbero gli inglesi essere “mixed”: i margini migliorano (calo dei costi delle materie prime) e i debiti crescono meno degli utili ma dall’altra parte la crisi del mercato italiano ha messo a freno la crescita delle vendite, la produttività del settore ancora stenta un po’ e il livello degli investimenti ha toccato il minimo storico in relazione al fatturato. Molto meglio sembra essere intonato il 2015, del quale il rapporto fornisce unicamente il fatturato, che cresce del 5%, grazie al +6.5% delle vendite all’estero, oltre a qualche indicazione come la ripresa degli investimenti. Guardando i costi dei fattori produttivi c’è da immaginare che si sia realizzato un ulteriore miglioramento dei margini, anche perchè la crescita estera è in parte ottenuta attraverso il rafforzamento delle valute straniere (dollaro e sterlina nel nostro caso), cui non corrisponde un incremento parallelo dei costi, principalmente denominati in euro. Andiamo dunque a leggere i dati insieme con l’avvertenza che in questo campione ci sono sia aziende che cooperative. Come sapete, queste ultime non hanno scopo di lucro; inserendole quindi in questo campione i dati sul margini e sul ritorno sul capitale sono più bassi di quelli delle aziende, che andremo a commentare tra qualche giorno.

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  • Secondo il rapporto le 136 cantine hanno generato un fatturato di 6.2 miliardi di euro nel 2014, di cui il 51% all’estero. Le vendite italiane nel 2014 sono scese dell’1.4%, mentre le esportazioni sono cresciute dell’1.3%.
  • Nel 2015 il rapporto pubblica un fatturato di 6.53 miliardi di euro per lo stesso campione, con un +3% in Italia e un +6.5% all’estero, che porterebbe l’esposizione internazionale al 51.4%.
  • I margini di profitto sono in netto miglioramento, essenzialmente grazie al calo dei costi esterni. Il valore aggiunto cresce dal 17.7% al 19% delle vendite, determinando un incremento del MOL sulle vendite dal 9.0% al 9.9%. Stiamo parlando dunque di un incremento del 10% in valore assoluto, da 561 a 618 milioni di euro a fronte di un fatturato stabile. Se analizziamo i dati in prospettiva storica possiamo dire che i margini del settore sono tornati al livello del 2007, dopo aver toccato un minimo dell’8.5% nel 2012. Storicamente, la massima redditività fu quella del 2001, come riportato dal rapporto Mediobanca, all’11.4%.
  • Il progresso si mantiene a livello di utile operativo, passato dal 5.3% al 6.2% e si amplifica scendendo nel profitti e perdite, dato che 1) il debito pressochè stabile e il calo degli interessi hanno ridotto gli oneri finanziari; 2) non ci sono oneri straordinari che l’anno scorso avevano depresso gli utili e 3) la tassazione apparente scende dal 37% al 36%. Ne deriva un utile netto di 205 milioni, pari al 3.3% delle vendite, raddoppiato rispetto al 2013 e finalmente a un livello allineato a quello pre-crisi.
  • A livello finanziario abbiamo anticipato che le cose migliorano. Il debito cumulato sale un po’, a 2.6 miliardi di euro, ma meno di quanto cresce il MOL (+10%). Quindi il rapporto debito/MOL scende da 4.5x a 4.2x, di nuovo toccando un livello che non abbiamo visto così contenuto dal 2006 a questa parte. Ciò è stato anche il risultato di un livello di investimenti contenuto al 3.9% delle vendite, il livello più basso mai registrato nel rapporto (e questa non è una buona notizia per il futuro, anche se nel 2015 le cose potrebbero essere migliorate).
  • Il ritorno sul capitale del settore cresce dunque per il secondo anno consecutivo, tornando sul livello del 7%, rispetto al minimo toccato nel 2013 del 5%, e finalmente in linea con i livelli pre crisi.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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