I numeri della viticoltura biologica in Italia – aggiornamento 2014

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Con un ritardo combinato sia di SINAB nel pubblicare i dati che mio nell’analizzarli pubblichiamo oggi i numeri sull’agricoltura biologica, purtroppo ancora fermi al 2014. Secondo il rapporto, la superficie vitata italiana “bio” è di 47mila ettari, quasi 3mila più del 2013, oltre a 25mila ettari in fase di conversione, che fanno il totale riportato dalla ricerca di 72361 ettari. Mi ripeto tutti gli anni ormai. Se ci sono stabilmente 20-25mila ettari in conversione tutti gli anni e se la conversione dura 3 anni, come mai la superficie effettiva non cresce di un terzo di quella in conversione ogni anno? Tornando ai dati che possiamo analizzare, nel 2014 Sicilia, Calabria e Lombardia sono le regioni che hanno aggiunto più ettari, mentre notiamo un andamento negativo in sette regioni italiane (sette anche nel 2013): Basilicata, Campania, FriuliVG, Liguria, Marche Puglia e Sardegna. Passiamo ad analizzare i dati insieme.


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  • Nel 2014 gli ettari produttivi in modalità bio sono 46901, con un incremento del 6% o 2727 ettari rispetto al 2013.
  • Gli ettari in conversione verso il biologico sono 25460, il 7% in più rispetto al 2013, 1700 ettari in più, il che porta il totale considerato nel report SINAB a 72361 ettari bio/”quasibio”, 4400 ettari in più rispetto allo scorso anno. Se confrontiamo questi numeri con il censimento 2010 delle superfici vitate italiane arriviamo a una penetrazione del bio dell’11% sul totale (o meglio, 8% se escludiamo gli ettari ancora in conversione). Dato l’incremento di circa 4400 ettari tra convertiti e in conversione la penetrazione sta crescendo dello 0.7% circa all’anno.
  • La regione con più ettari vitati a bio resta la Sicilia, che ha raggiunto 27mila ettari (vi ricordo che non ci sono dettagli su convertiti e in conversione a livello regionale ma solo a livello nazionale), con un incremento di quasi 2000 ettari sui 4400 totali nazionali. Se confrontati ai 110mila ettari totali, la penetrazione bio raggiunge il ragguardevole livello del 24%, che non è il più elevato ma dato il volume di ettari à certamente importante (Calabria e Marche sono sopra o uguali).
  • Da un punto di vista di ettari vitati le altre regioni importanti per il bio sono la Puglia, con 10200 ettari, ancora soltanto l’11% del totale, e stabili da un paio di anni a questa parte, e la Toscana con 9300 ettari, il 16% del totale, che sta crescendo al ritmo del 6% nel 2014 dopo il grande balzo del 2013.
  • Se invece guardiamo alla penetrazione sul totale vitato spicca il 34% della Calabria, seguito dal 24% della Sicilia e delle Marche, poi il 16% della Toscana.
  • Ci sono poi delle regioni in cui il totale vitato bio è in calo. Una spiegazione potrebbe essere la riduzione della superficie in conversione (di nuovo, non abbiamo i dati regionali per saperlo), ma anche questo significherebbe che la conversione non si è verificata. In tutti i modi, i cali più significativi in sono i 335 ettari perduti in Puglia e i 270 in Sardegna, dove il bio cala rispettivamente del 3% e del 22%. Sulla Sardegna i dati sono francamente molto ballerini tra 900 e 1200-1300 ettari da quattro anni a questa parte…
  • Un altro trend molto interessante è quello della Basilicata, che parti nella prima rilevazione con 1400 ettari a bio (tanti rispetto ai 5500 totali per quegli anni!), per calare quasi costantemente fino ai 561 ettari del 2014. Magari qualcuno ha delle spiegazioni migliori delle mie e ci fa un bel commento!
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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