I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2015

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Quest’anno aggiungo all’usuale aggiornamento sui canali di vendita una nuova analisi, che in verità Mediobanca ha sempre fatto ma che ho sempre ignorato: si tratta dell’indagine sulla tipologia di etichette per livello qualitativo del vino. Cosa è successo dunque nel 2015 rispetto agli anni scorsi: il canale di distribuzione diretto continua a guadagnare terreno, così come il canale di vendita dei grossisti e i canali alternativi. A farne le spese sono le vendite al canale della GDO che si attestano alla percentuale più contenuta degli ultimi anni (40%) e le enoteche/winebar, anch’esse al minimo storico. I dati sulle etichette invece evidenziano due aspetti importanti: 1) la graduale riduzione dei “grandi vini” nel portafoglio delle aziende vinicole a vantaggio dei vini DOCG, quindi di alta qualità ma meno di 25 euro di prezzo al dettaglio; 2) la riduzione del numero di etichette DOC e IGT a vantaggio delle etichette di vini DOCG e vini comuni rispettivamente, presumibilmente come risposta alla crisi degli ultimi anni, che ha portato a una polarizzazione verso l’alto e verso il basso dell’offerta di vino. Passiamo ad analizzare i dati in dettaglio.

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  • La struttura distributiva dei produttori indagati da Mediobanca vede sempre la preponderanza della GDO, ma soltanto con il 40.4% delle vendite. Potete notare sia da tabella che da grafico la costante discesa del canale delle enoteche e wine bar, che nell’indagine 2015 si attesta al 7%.
  • A crescere è il canale diretto, che raggiunge l’11.6% delle vendite. Immagino che questo cominci anche a includere l’attività diretta di ecommerce, così come le vendite dei grossisti e degli altri canali siano da ricondurre alla graduale penetrazione delle vendite internet di terze parti, che stanno chiaramente crescendo in modo esponenziale anche nel nostro paese.
  • Per i vini di oltre 25 euro, le cose sono un po’ diverse, sia dagli altri vini che dallo scorso anno. Secondo l’indagine 2015 la penetrazione nel canale Horeca è crollata dal 40% al 36%, a favore delle vendite in grande distribuzione (dal 3% al 5%) e degli intermediari/grossisti, dal 5% al 12%. Anche in questo caso devo immaginare che ci sia di mezzo la questione dei siti internet di terze parti, che si focalizzano soprattutto sui vini di alta qualità.
  • I dati sulla distribuzione all’esterno non vedono grandi novità. L’80% del prodotto viene distribuito da intermediari, l’8% da rete propria (leggermente meno dell’indagine 2014.
  • Per chiudere possiamo dare un’occhiata alla distribuzione delle etichette per tipologia di prodotto. La tabella vi mostra il confronto degli ultimi anni, dove si può notare la costanza intorno al 5% delle etichette dei grandi vini, con un tendenziale aumento tra le cooperative e un calo tra le aziende private. I vini DOCG crescono dal 10% al 14% negli ultimi anni, di nuovo guidato dalla riqualificazione delle etichette prodotte dalle cooperative, mentre i vini DOC stanno perdendo quota per entrambe le tipologie aziendali, ma di nuovo soprattutto per le cooperative. Da ultimo si nota il “trasferimento” da IGT a vini da tavola probabilmente più adatti come prezzo (e forse come margini) al deterioramento della domanda di vino in Italia.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

4 Commenti su “I canali di vendita del vino e tipologia di etichette – indagine Mediobanca 2015”

  • dario

    buongiorno,
    volevo sapere se potreste essere più chiaro nella dicitura “altri canali”. di quali canali parliamo? porta a porta? telemarketing?
    grazie

  • bacca

    Buongiorno Dario, purtroppo il rapporto Mediobanca, cui può accedere direttamente presso http://www.mbres.it non è specifico in merito. Devo immaginare che si tratti quindi delle tipologie che lei stesso menzionava.
    A presto
    Marco

  • bacca

    devi andare su MBRES.it e cercare tra le pubblicazioni “Indagine sul settore vitivinicolo”, che viene pubblicato intorno ad aprile, in corrispondenza del Vinitaly. Li dentro trovi i dati sui canali di vendita.
    Marco

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