Concha y Toro – risultati 2015

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Concha y Toro ha chiuso i conti 2015 mantenendo il progresso dei margini di profitto già visto nel 2014 e nel primo semestre, anche se gran parte di questi progressi scompaiono quanto si analizzano i numeri in dollari, che è un po’ il punto di riferimento per l’azienda cilena. Infatti , le vendite di 636 miliardi di peso del 2015, una volta tradotte in dollari diventano 973 milioni, cioè meno dei 1023 registrati nel 2014, visto che il cambio CLP/USD ha subito una svalutazione del 15% Ciò ha molto ha aiutato l’azienda nelle sue esportazioni (anche se non tutte le valute si sono rafforzate contro il peso), ma anche nella traduzione dei numeri di Fetzer. Fatta questa premessa, bisogna dire che ci sono anche fattori strutturali positivi dietro alla crescita del fatturato del 9% e dell’utile netto del 16%: i volumi nel mercato domestico e in Argentina hanno ripreso a crescere, le esportazioni tengono (è una delle prime vole che crescono meno del business domestico) e il debito cala leggermente, a fronte di una generazione di cassa accresciuta, il che riporta i ratio finanziari (2.2x debito/EBITDA) entro canoni pienamente sostenibili (anche vista la forte componente di attivi tangibili dell’azienda). Andiamo a leggere i dati in dettaglio.


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  • Il fatturato cresce del 9% a 636 miliardi di peso cileni, supportato da una crescita dell’8% in Cile (5% volumi, 3% prezzo-mix), di un incremento delle esportazioni del 7.6% a 426 miliardi di peso (metà, +4% sono volumi) ma anche di una ripresa del business in Argentina, dove i volumi sono cresciuti del 7% nel mercato domestico. Se restringiamo il confronto al secondo semestre la crescita è stata più marcata, dell’11% circa.
  • I margini sono migliorati ulteriormente, anche se guardati soltanto nel secondo semestre o nell’ultimo trimestre. A supportare la profittabilità del gruppo sono diversi elementi: 1) l’effetto cambio positivo; 2) il calo del prezzo delle materie prime, tra cui quella ovvia, il vino; 3) l’oggettivo miglioramento nel mercato domestico cileno ma anche in quello argentino. Ne risulta un incremento del gross margin dell’11% a 245 miliardi e del 12% dell’EBITDA a 95 miliardi di peso. Il margine è dunque salito dal 14.5% al 14.9% dopo aver toccato il fondo nel 2012-13 a meno del 12%.
  • Anche l’utile netto migliora, da 43 a 49 miliardi di peso, +16%, a fronte come abbiamo visto di una dinamica moderata del debito.
  • Proprio sul debito e sui ratio finanziari ci sono forse i numeri migliori. La posizione debitoria chiude a 206 miliardi di peso, 11 in meno del 2014, ma si confronta con un EBITDA aumentato, il che porta a un calo del debito su EBITDA da 2.6x a 2.2x. Oggi guardando ai conti di CyT, troviamo un debito che è più basso sia del magazzino (236 miliardi), che delle attività tangibili (347 miliardi) e naturalmente del patrimonio netto (454 miliardi).
  • Il capitale investito resta stabile a 660 miliardi, ne risulta quindi un miglioramento del ritorno sul capitale che supera la soglia del 10%, al 10.9%, dopo 4 anni. Si può dunque dire che il gruppo ha digerito Fetzer ed è tornato in piena forma, immagino pronto per una nuova sfida!
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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