Treasury Wine Estates – risultati primo semestre 2015/16

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I risultati del primo semestre 2015-16 mostrano il ritorno di TWE alla crescita sia delle vendite che dei margini. Come abbiamo già commentato nei post precedenti, l’azienda viene da un lungo percorso di rilancio, cominciato con la svalutazione degli eccessi di scorte, la ridefinizione delle priorità del portafoglio, fino appunto al rilancio commerciale. Certamente non è stato solo questo: la svalutazione del dollaro australiano è continuata nel semestre, -11% in media per l’azienda, aiutandola a sfondare nel mercato asiatico e a migliorare i margini in tutte le aree di attività. Non solo, come sapete TWE ha annunciato l’acquisizione di Diageo Wines per 600 milioni di dollari americani, che viene consolidata da gennaio (quindi non compresa in questi numeri che vanno da luglio a dicembre 2015) e che non determina un significativo cambio della struttura finanziaria, che non mostrava debito a fine anno. Tornando ai numeri del semestre, le vendite di 1.08 miliardi di dollari locali crescono del 22% e l’utile operativo prima dei costi generali raggiung 146 milioni di dollari, +72%. In entrambi i casi la metà di questa crescita viene dai cambi, l’altra metà dal processo di rilancio. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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  • Le vendite crescono del 22% a 1.08 miliardi. L’impatto dei cambi è dell’11%, mentre i volumi sono in crescita del 5% a 15.8 milioni di casse.
  • In Australia/NZ, il mercato locale, i volumi crescono del 4% a 4.2 milioni di casse, sostanzialmente giustificando interarmente la crescita delle vendite. In America, invece, a fronte di volumi in leggero calo, le vendite crescono del 3% a sottolineare il miglior mix, mentre il rafforzamento del dollaro americano porta un contributo del 18%. In Europa (che adesso curiosamente include anche l’America Latina!!!) succede il contrario, con i volumi che crescono del 2% e le vendite che calano prima dei cambi del 2% a causa dell’allocazione negativa tra regioni e marchi.
  • La grande differenza su questi numeri la fa l’Asia (che ora include il Medio Oriente, prima incluso nell’Europa). I volumi e le vendite sono più che raddoppiati, risultato dei forti investimenti nella distribuzione in Cina, Giappone, Singapore e Malesia. Nel giro di 3 anni, l’Asia è passata dal 5% al 15% dell’attività aziendale, e potrebbe non finire qui, visto che i recenti accordi di libero scambio potrebbero ulteriormente aiutare i prodotti australiani nella regione.
  • Gli utili finalmente si riprendono. Il margine consolidato prima dei costi generali sale dal 10% del primo semestre scorso al 14% di quest’anno, per un incremento in valore assoluto da 85 a 147 milioni di euro.
  • La struttura finanziaria vede un miglioramento ulteriore, con un debito pre-Diageo di 40 milioni di dollari australiani, pari a circa 0.2x il valore dell’EBITDA (MOL). L’operazione Diageo viene parzialmente finanziara con aumento di capitale (0.5 miliardi di dollari locali), e porterà il debito a 1.1x il valore dell’EBITDA, quindi sempre un rapporto particolarmente basso.
  • Le indicazioni sul lungo termine restano invariate: TWE mira a un incremento degli utili di oltre il 10% nel 2017 considerando le attività appena acquisite e a ritornare a un livello di margine operativo del 17-19% di qui al 2020.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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