Importazioni di vino in Giappone – aggiornamento 2015

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La notizia che esce guardando i dati appena pubblicati dalla dogana giapponese non è delle migliori: le importazioni di vino italiano nel paese nipponico (che avevamo già visto anemiche nei post sulle nostre esportazioni) sono alla fine calate del 3% in valuta locale e rimaste quasi stabili (+1%) in euro nel 2015. La notizia negativa è che ciò è avvenuto in un contesto di crescita, sia in valuta locale, +4% che in euro (+9%), tanto che l’Italia è stata superata dal Cile al secondo posto della lista dei paesi esportatori in Giappone, dietro alla irraggiungibile Francia. Francia che anche nel 2015 ha messo a segno un incremento del 7% (+2% in valuta locale), mantenendosi al di sopra della soglia del 50% di tutto il vino importato in Giappone (in valore). Cosa succederà nel 2016? Difficile dire cosa succederà ai rapporti di cambio, vista l’attuale guerra tra le banche centrali per far indebolire i cambi e favorire le economie locali. Siccome a quanto pare gli europei e gli americani sembrano essere più forti dei giapponesi in questa triste gara, potrebbe essere un altro anno con una spinta leggermente positiva (3-4% a quanto sta succedendo ora) dai cambi. Andiamo a leggere i numeri insieme.


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  • Il Giappone ha importato vino per un valore di 1.34 miliardi di euro nel 2015, con un incremento del 9% rispetto al 2014, supportato da un effetto cambio di circa 5 punti percentuali. Se guardiamo al dato in Yen, le importazioni hanno superato per la prima volta nella storia la soglia di 180 milioni, con una crescita del 3.8% rispetto al 2015.
  • Dal punto di vista dei volumi, la crescita è stata del 3% a 2.9 milioni di ettolitri. Anche in questo caso siamo su un livello record.
  • Il mercato resta dominato dai vini francesi che rappresentano il 51% del totale e sono riusciti negli ultimi 2-3% a difendere questa soglia. Nel 2015 il Giappone ha importato dalla Francia vino per 684 milioni di euro, a un prezzo medio di circa 1000 euro per ciascuno dei 681mila ettolitri: rispettivamente +7% e -2% rispetto al 2014, quindi con un impatto prezzo del 9%, di cui come sappiamo il 4-5% è stato relativo al cambio.
  • Come dicevamo il Cile è diventato la seconda forza nel mercato giapponese. Le importazioni sono cresciute del 28% a 186 milioni di euro, con un incremento del 16% dei volumi a 836mila ettolitri, praticamente il 30% del vino che bevono i giapponesi (dato che di fatto non ne producono…).
  • L’Italia non ha avuto un buon anno, sia nei numeri totali che in quelli di dettaglio degli spumanti, dove abbiamo fatto peggio anche della Spagna (che quasi dappertutto sta perdendo posizioni). In totale le nostre esportazioni sono rimaste stabili in volume a 429mila ettolitri e sono cresciute di un magro 1% in valore a 168 milioni di euro.
  • Dopo l’Italia ci sono gli USA con 101 milioni di euro, +15% e la Spagna che cala del 2%. Ecco la Spagna ha fatto un po’ peggio di noi…
  • Nel segmento degli spumanti l’export è stato di 31 milioni di euro, stabile, mentre la Francia ha fatto +15% a 306 milioni e la Spagna +6% a 33 milioni di euro.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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