Lanson BCC – risultati primo semestre 2015

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Sarà pure il periodo meno importante dell’anno, ma lo era anche l’anno scorso. Questo bisognerebbe rispondere alle conclusioni di Lanson (ma anche di Vranken Pommery) circa l’andamento dei primi 6 mesi 2015 del loro business. I numeri sono incredibilmente cattivi: vendite in calo pesante, utili dimezzati oppure addirittura scomparsi. Andamento negativo in tutti i principali mercati. Debito in aumento (anche per colpa dell’annuale pagamento dei dividendi). Di conseguenza, reazione molto negativa degli azionisti: il prezzo delle azioni è passato dai 35-36 euro intorno a cui veleggiava quest’estate, agli attuali 30 euro, quindi giù del 20%. Il saldo da inizio è anch’esso negativo: -6%. Come dicevo sopra, il commento è piuttosto curioso: siccome nel primo semestre si fa soltanto un terzo delle vendite ma ci sono il 50% dei costi, i risultati non possono essere estrapolati su tutto l’anno. Detto questo di previsioni non ne fanno. La previsione ve la faccio io: se anche dovessero fare un secondo semestre allineato a quello dello scorso anno, il margine operativo lordo scenderebbe del 15%. Ecco sarà soltanto il primo semestre ma si sono già mangiati il 15% degli utili dello scorso anno…


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  • Le vendite crollano del 9% nel primo semestre 2015 a 86 milioni di euro. Lanson è la più europea delle aziende della Champagne quotata, come ben sapete. Il calo è legato ai volumi e la causa è la competizione, cui l’azienda non ha risposto mantenendo i prezzi invariati. L’azienda è andata male in quasi tutti i mercati: la Francia scende del 6%, l’Europa del 9% (causa Regno Unito e, aggiungo, nonostante un importante effetto cambi favorevole), l’Asia cala del 47%. Invece in America Lanson fa +40%, ma le vendite sono così esigue che non fanno la differenza.
  • Il margine industriale tiene intorno al 43% delle vendite, mentre il resto dei costi non scende e di conseguenza il margine operativo lordo si dimezza a 6 milioni di euro. Con ammortamenti in leggera crescita e nonostante il leggero calo del costo del debito, il primo semestre si chiude con una perdita di 1.3 milioni di euro. Mi sembra di poter dire, guardando il mio file, la prima da sempre in un semestre (nemmeno nel terribile 2008 e 2009 si era scesi tanto in basso).
  • Il debito sale sia rispetto a fine anno che rispetto al primo semestre 2014, a 492 milioni di euro. Rispetto a 12 mesi fa sono +8 milioni di euro, dei quali 2.4 milioni sono relativi al pagamento dei dividendi. Resta “incoraggiante” il fatto che gli stock in fase di invecchiamento sono saliti da 452 a 472 milioni di euro in 12 mesi (+5 milioni nel primo semestre). Deto questo viene da domandarsi se il “valore” di questi stock sia ancora quello che viene dato dall’azienda. Ossia, se quest’azienda guadagnava a livello operativo il 15% del fatturato e oggi guadagna soltanto il 10%, si può dire che il valore di quello che vende sia lo stesso, ai fini di ripagare il debito? (dovendo quindi valutare la cassa generata dalla vendita piuttosto che il valore della vendita stessa)…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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