Classifica fatturato aziende vinicole italiane 2014 – fonte: Mediobanca

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L’anno scorso chiudevamo il post dicendo che era rincuorante vedere un certo consolidamento nel settore, soprattutto nella fascia 50-100 milioni di fatturato. Quest’anno tale aspetto è si materializza nel fatto che ho dovuto aggiungere due linee alla classifica delle aziende con oltre 50 milioni di fatturato, anche se il 2014 non è stato un anno così generoso: facendo la crescita media delle aziende qui incluse giungiamo a un magro +1%, che diventa +1.5% se restringiamo il confronto alla “top 10” del campione. Il 2015 sarà sicuramente un anno migliore, spinto dalla debolezza dell’euro e nonostante la magra vendemmia 2014. Detto questo, negli ultimi due anni sono state soprattutto le aziende private a spingere il fatturato del settore, mentre le grandi cooperative hanno segnato il passo. Andiamo a vedere insieme i numeri, con l’analisi della crescita decennale che per la prima volta siamo in grado di proporre…

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  • Le prime 10 aziende hanno fatturato 1.96 miliardi di euro, +1.5% rispetto al 2013 e circa +6% annuo negli ultimi 5 anni, soprattutto grazie al balzo messo a segno tra il 2010 e il 2011.
  • Se suddividiamo questa crescita tra le prime 5-6 aziende e le prime 5-6 cooperative troviamo un andamento decisamente difforme. Innanzitutto, mettendo a 100 il fatturato di entrambe nel 2008, le aziende sono cresciute di circa il 10% in più delle cooperative (in termini cumulati). Se invece restringiamo il confronto al 2014, il campione delle cooperative ha un fatturato stabile (-0.4% per la precisione), mentre le grandi aziende private sono cresciute del 2.9% rispetto allo scorso anno.
  • Passiamo invece ad analizzare la classifica vera e propria. In termini di ranking non c’è molto da dire. Le gerarchie del 2013 sono state rispettate. L’unica variazione nella top 10 è Zonin che supera l’azienda spumantistica Martini al sesto posto del ranking. Sotto i primi 10, Santa Margherita sale all’undicesimo posto, superando la Cantina di Soave e Cevico.
  • Il prossimo anno entrerà Italian Wine Brands, mettendo insieme Giordano (al posto 14 della classifica 2014), probabilmente entrando alla casella numero 9 o numero 10.
  • Tra le grandi aziende, nel 2014 GIV ha avuto un fatturato stabile, Caviro è calata del 2% (ma sappiamo che ha progetti di crescita nel vino). Crescono invece molto bene Antinori, +8% e Santa Margherita, che sono poi tra le aziende che generano più profitti. Tra le cooperative, gli andamenti sono stati buoni per le grandi cooperative del Trentino Alto Adige, Cavit e Mezzacorona, mentre quest’anno mancano i dati su Lavis, che sta attraversando un momento decisamente delicato della sua storia.
  • Tra le aziende sotto i 100 milioni di fatturato, cresce di oltre il 10% (unica in tutto il campione) Marca Trevigiana, mentre a +8% si trovano Ruffino (CBrands), MGM e la Gioiosa.
  • Se allarghiamo lo sguardo ai 5 anni (in tabella) e alla crescita annua sui 10 anni, il discorso cambia. Su un orizzonte quinquennale, ci sono tre aziende che sono cresciute a un ritmo annuo superiore al 10%: Botter, Zonin e Cevico. Non a caso tutte e tre realtà più attive nella commercializzazione che nella produzione integrata di vino. Tra il 5% e il 10% ci sono invece alcuni grandi produttori di vino: Ruffino, sul limite del 10%, Cantine Riunite/CIV e Antinori intorno all’8%, Banfi e Santa Margherita tra il 6% e il 7% e Cantina di Soave al 5.4%.
  • Su 10 anni, nessuno è riuscito tra i grandi a superare il 10%. Zonin e Cantine Riunite CIV sono al 9% annuo, Botter all’8.5%, poi Frescobaldi e Mezzacorona al 6-6.5%, Antinori, Cantina di Soave e Santa Margherita al 5-5.5% annuo.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

2 Commenti su “Classifica fatturato aziende vinicole italiane 2014 – fonte: Mediobanca”

  • bacca

    E’ vero che Cantine Riunite è proprietaria al 100% di GIV. Mediobanca non le “consolida” insieme, probabilmente perchè trattasi di una società per azioni e di una cooperativa. Non che questa sia una regola, dato che Mezzacorona e Nosio sono messe insieme nel rapporto.
    Il problema, dal mio lato, è che non si possono sommare tout court i numeri delle due aziende. In altre parole, sarebbe necessario avere una visione chiara del bilancio consolidato (che non mi hanno mai inviato) per poter “correggere” la classifica che fa Mediobanca.
    Giusto per citarti un secondo esempio, Mediobanca non considera il bilancio consolidato Santa Margherita, mentre io si. Come mai ho corretto questo e non l’altro? Perchè in questo caso ho a disposizione il bilancio consolidato di Santa Margherita e quindi posso aggiungere “dati certi” alla fonte Mediobanca.
    Se facessi soltanto la somma di CR/CIV e GIV butterei un numero al vento senza avere un’idea della sua autorevolezza…

    Spero di essermi spiegato!

    Marco

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