Advini – risultati primo semestre 2015

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Gli obiettivi di Advini stanno diventando realtà, a quanto si legge dai numeri del primo semestre 2015. Le vendite del gruppo sono accelerate, in crescita del 10%, mentre i margini restano bassi ma si sono stabilizzati. Le vendite delle marche proprie continua a crescere (ora al 30% del fatturato e al 54% del margine operativo), in linea con lo sviluppo delle filiali distributive (Svezia, Giappone e Hong Kong sono state rinforzate o aperte nel 2015). Il piano prevede di raggiungere 245 milioni di vendite nel 2015, che sarà raggiungibile con una crescita del 6% nel secondo semestre (quando però i cambi saranno meno favorevoli). Essendo il piano “OPUS VINI 2015” ed essendo noi già nel 2015, l’azienda si prepara a comunicare un nuovo piano di sviluppo con obiettivi al 2020, che sarà comunicato nel secondo trimestre del prossimo anno. Per ora guardiamo un po’ i numeri insieme. La base di grafici è purtroppo meno ricca del solito, causa “morte” del file excel storico che ha richiesto di costruirne (e compilarne) uno nuovo…


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  • Le vendite semestrali sono cresciute del 10% a 114 milioni di euro. Il fatturato è trascinato dalla crescita estera, +17% a 47 milioni, mentre le vendite in Francia sono in crescita del 4/5% a 67 milioni interamente grazie alla distribuzione tradizionale (ristorazione, enoteche e distributori all’ingrosso, a +14%).
  • Le vendite estere sono concentrate e crescono principalmente in Europa, +27% nel semestre a circa 32 milioni, mentre il fatturato americano è stabile a 8 milioni circa, nonostante il forte indebolimento dell’euro (il che lascia intendere un andamento negativo in valuta locale, per quanto non sappiamo il peso delle diverse valute che lo compongono). Infine, l’Asia dove il gruppo sta cercando di espandersi cresce del 13% a 7 milioni.
  • I margini del primo semestre sono strutturalmente inferiori a quelli annuali. A livello di MOL si registra una leggera diluzione, dal 6.3% al 6%, compensata poi dal calo degli ammortamenti. Il margine operativo del 3.4%, 3.8 milioni di euro, resta molto molto basso rispetto agli standard delle aziende vinicole integrate simili ad Advini.
  • L’azienda continua a investire. A fronte di una generazione di cassa di 5.4 milioni di euro (incluso un leggero beneficio dal capitale circolante) gli investimenti sono stati 6 milioni di euro nel semestre (contro 3 dello scorso anno nel medesimo periodo). Ne consegue un debito stabile rispetto a giugno 2014 a 93 milioni, in leggero incremento rispetto a fine 2014. Il rapporto debito/MOL di 6.1 volte resta molto elevato.
  • Lo stesso, all’opposto, può dirsi del ritorno sul capitale: soltanto il 5%. Come dire che il piano OPUS vini per raggiungere 245 milioni di fatturato sarà forse raggiunto, ma certamente il prezzo per arrivarci è stata una profusione di capitale che certamente non ha ancora avuto un ritorno consistente.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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