Importazioni di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2015

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Non solo le esportazioni sono in crescita, ma anche importazioni. Varrebbe la pena di dire “finalmente”, dato che si tratta di un segnale importante sulla fine della crisi dei consumi domestici. Per quanto una parte della crescita sia da ricondurre alle necessità di approvvigionamento di vini sfusi per i prodotti di fascia bassa (da ricondurre, a sua volta, alla scarsa vendemmia 2014), nel primo semestre 2015 la crescita riguarda anche i vini imbottigliati (+31%) e quelli spumanti (+13%). Detto questo, i 133 milioni di euro di importazioni di vino (+19%) sono bazzecole rispetto ai 2526 milioni di esportazioni e lo sono sia in valore assoluto che in proporzione, quando confrontati con le altri nazioni produttrici di vino a noi vicine e, visti in un’ottica annuale, il periodo importante è il secondo semestre, vista l’alta proporzione di vini spumanti (40%). Vediamo dunque i dati in dettaglio.


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  • L’import di vino del semestre 2015 è 133 milioni, in crescita del 19% sul medesimo periodo del 2014. L’accelerazione degli ultimi mesi è evidente: se invece del semestre prendiamo i 12 mesi finiti a giugno, ci troviamo con un incremento dell’8%, per un valore di 310 milioni di euro.
  • Da un punto di vista di volumi, l’Italia importa 1.4 milioni di ettolitri nel semestre, +35%, e 2.9 milioni di ettolitri (+26%) negli ultimi 12 mesi, cioè circa il 15% del volume esportato.
  • Passando alle categorie principali, 65 milioni di import sono relativi a vino sfuso, +18%, che si spaccano in 1.3 milioni di ettolitri (+34%) a un prezzo medio di importazione di 0.51 euro (-11%). In confronto, l’Italia esporta circa il doppio (2.6milioni di sfuso) a un prezzo del 50% circa superiore (0.73 euro). I mercati dai quali ci approvvigioniamo di vino sfuso sono la Spagna (31 milioni di euro nel semestre, +42%), gli USA (19 milioni di euro, -18%) e l’Australia (8 milioni, raddoppio), questi ultimi probabilmente grazie anche alla svalutazione del cambio.
  • La vera sorpresa è la ripresa dell’import di vini imbottigliati, cresciuti del 28% a 31 milioni di euro. Non si tratta di un trend vero, a quanto si legge, dato che un grosso contributo alla crescita viene dalla Germania, +225% a 6 milioni di euro, mentre il mercato “ovvio” di importazione, la Francia, cala del 3%, pur restando con 11 milioni il nostro maggiore fornitore.
  • Termino con gli spumanti, dove si legge un secondo dato positivo: il valore cresce più del volume, +13% a 38 milioni di euro contro +6% a 20mila ettolitri. Qui naturalmente entriamo nel campo dello Champagne e degli spumanti francesi, che sono ben 36 milioni dei 38 milioni importati. E’ ancora presto per cantare vittoria, dato che il 70% delle importazioni di vini spumanti si realizza nella seconda metà dell’anno, ma certamente è un dato positvo.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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