Marchesi Antinori – risultati 2014

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I risultati 2014 di Marchesi Antinori sono probabilmente i più belli di sempre, con una crescita del fatturato dell’8%, margini in miglioramento su livelli mai toccati prima e un utile netto per la prima volta sopra i 30 milioni di euro, 34 per l’esattezza, +29%. L’azienda continua a investire, sia in modo organico che, quest’anno più chiaramente di prima, in acquisizioni di aziende agricole che possano aggiungere ulteriore potenza di fuoco. Della cassa generata nel 2014, circa 61 milioni di euro, ben 54 sono andati a investimenti, sia organici che in acquisti di altre aziende. Il debito cala leggermente e i rapporti di indebitamento migliorano grazie ai risultati reddituali. Se il 2014 è stato un eccellente anno per il bilancio, così gli amministratori sottolineano come non sia stato lo stesso per la produzione di vino, soprattutto in alcune regioni come la Puglia. Detto questo, la relazione prevede un 2015 in crescita, con allo sfondo il rafforzamento del dollaro americano, il miglioramento dell’economia italiana, ma aggiungerei, la notevole mole di investimenti effettuati anche nel 2014. Andiamo nel dettaglio.


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  • Le vendite sono cresciute dell’8% a 185 milioni, forti del miglioramento sul mercato italiano, già tornato positivo nel 2013 ma rafforzatosi ulteriormente (+7%) e del balzo del fatturato americano (+21% a 37 milioni), che ricordo non beneficia ancora del rafforzamento del dollaro, “entrato” nel 2015. Va peraltro ricordato che Marchesi Antinori sta investendo pesantemente in California nella produzione di vino, per cui non si tratta unicamente di export Italia su USA ma anche di vendite USA su USA (circa 12 milioni di dollari, o 9 milioni di euro nel 2014).
  • I margini raggiungono il massimo storico del gruppo da quando lo analizziamo. L’EBITDA da noi calcolato raggiunge 77 milioni di euro, il 42% delle vendite, mentre l’utile operativo sale a 55 milioni, il 31% del fatturato. Le crescite sono del 12% e del 17% rispettivamente. Di questo miglioramento del margine EBITDA di 140 basis points (1.4%), 40bps vengono dai risparmi sugli acquisti, 90bps dal calo delle spese pubblicitarie e 90bps dal costo del personale, cresciuto solo del 3%, mentre gli altri costi sono in leggero aumento. L’utile netto raggiunge il livello record di 34 milioni. Come già negli anni passati, Marchesi Antinori non distribuisce utili (anche se va detto che la capogruppo rappresenta una parte molto marginale degli utili del gruppo).
  • A livello finanziario sono successe invece diverse cose. Innanzitutto si riprendono gli investimenti dopo il calo del 2013 per digerire la nuova cantina Antinori nel Chianti Classico. La generazione di cassa è stata molto ricca, 61 milioni di euro contro i 54 dello scorso anno, nonostante un assorbimento di capitale circolante di 10 milioni. I 61 milioni sono però andati quasi tutti in investimenti, dato che oltre ad aver investito 18 milioni in varie migliorie (un livello decisamente allineato agli ammortamenti), ha cominciato a fare acquisizioni, con circa 36 milioni spesi per aumentare le quote di alcune aziende, che sono diventate controllate, oltre a nuovi investimenti. Vengono in particolare citati la Tenuta di Biserno (4.5 milioni di fatturato e un valore di 8 milioni consolidato da Antinori), attività a Gaiole in Chianti per 15 milioni di euro.
  • In questo modo il debito scende soltanto marginalmente da 94 a 88 milioni di euro, mantenendo un rapporto di poco superiore a 1 volta l’EBITDA consolidato.
  • Anche grazie al prossimo consolidamento di una società acquistata, il fatturato crescerà anche nel 2015 secondo gli amministratori. Di certo, la rivalutazione del dollaro che sfiorerà il 20% già porterà 7-8 milioni di fatturato aggiuntivo (salvo l’intervento di coperture). Un per l’altro, siamo sopra i 190 milioni. Se come appare evidente l’Italia continuerà ad andare bene (anche l’ambiente economico sta migliorando!), nel 2015 il traguardo dei 200 milioni di fatturato potrebbe essere a portata di mano, sempre che l’impatto negativo dalla scarsa vendemmia del 2014 non sia troppo marcato.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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