Il valore della produzione di vino in Italia – aggiornamento ISTAT 2013

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Su suggerimento di un lettore che non ha trovato l’aggiornamento di questo post, mi sono ingegnato e ho scoperto che i dati sul valore aggiunto delle produzioni agricole non viene più pubblicato come comunicato stampa ma viene comunque aggiornato nei database ISTAT. Vi ripropongo dunque questa analisi, aggiornata al 2013, che si riferisce al valore in euro a prezzi di base correnti (quindi inclusa inflazione) della produzione di vino e di uva da vino, escludendo quindi la sezione delle uve da tavola. Secondo ISTAT il valore aggiunto della viticultura ha toccato il suo massimo storico nel 2013, a 3.7 miliardi di euro, con un balzo del 20% sul 2012, raggiunto presumibilmente grazie al forte incremento dei prezzi delle uve. Di questi 3.7 miliardi, circa 2.8 sono relativi alla produzione di vino (chi produce l’uva la trasforma direttamente), mentre altri 0.9 sono relativi alla produzione di uva da vino, il cui ulteriore valore aggiunto di trasformazione in vino finisce nel valore aggiunto dell’industria delle bevande. Il quadro è dunque positivo e in ripresa dopo la crisi degli anni a cavallo del 2009-10, tanto che ad oggi la produzione vinicola raggiunge circa il 12% del valore aggiunto totale dell’agricoltura italiana, il livello più alto da quando questa statistica è stata pubblicata dall’ISTAT. Andiamo a vedere qualche numero con anche la suddivisione regionale.

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  • Il valore aggiunto del settore vinicolo è stato di 3.75 miliardi di euro nel 2013, +20% sul 2012 e +2.3% annuo sugli ultimi 10 anni, sostanzialmente raggiunto proprio nel 2013. Il Nord Italia ha sviluppato quasi 2 miliardi di euro, e mostra una crescita sul decennio del 3%, contro un valore di 1.2 miliardi per il sud Italia e una crescita del 2%. Stabile invece il valore aggiunto nel centro Italia a 0.6 miliardi.
  • Se restringiamo il confronto al vino e escludiamo l’uva da vino, il valore aggiunto è stato di 2.8 miliardi di euro, con una crescita del 29% sul 2012 e del 3.6% annuo sugli ultimi 10 anni. In questa “sottocategoria” i trend di crescita di forza Nord Sud sono più equilibrati, con 1.5 miliardi al Nord, +4% sui 10 anni, 0.8 miliardi al Sud, +4.4% e 0.5 miliardi al centro, anche in questo caso stabile.
  • Dal punto di vista regionale, le regioni con il maggiore valore aggiunto sono il Veneto, con 630 milioni, la Puglia con 444, il Piemonte con 411, l’Emilia Romagna con 405 e la Toscana con 358.
  • Restringendo il confronto alle regioni vinicole importanti del paese, le regioni con la crescita maggiore nel lungo termine sono la Lombardia, +6% annuo dal 2003 al 2013, la Puglia e il Trentino Alto Adige, al 5% circa e l’Emilia Romagna, al 4.5% annuo di crescita.
  • Sono invece meno positivi i dati delle regioni con grande rilevanza qualitativa, come il Piemonte e la Toscana, che mostrano valori di crescita particolarmente bassi (+0.5/1%), mentre va un po’ meglio per il Veneto, intorno a +3% annuo.
  • Le uniche due regioni con una tendenza negativa sul lungo termine sono l’Abruzzo, -3% annuo e la Sicilia, con un dato solo marginalmente negativo (-0.3%).
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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