USA – esportazioni di vino 2014

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Fonte: Wine Institute

Dopo una galoppata ininterrotta dal 2009, anche gli Stati Uniti hanno subito un forte rallentamento nel commercio estero nel 2014, anzi, diciamo pure che per la prima volta c’è un segno negativo, -4% a 1.5 miliardi di euro. Invece i volumi sono stati ancora in leggera crescita, +2% a 4.4 miliardi di ettolitri. E’ il risultato del cambio deciso di direzione del dollaro americano che rafforzandosi ha reso meno appetibile il prodotto USA, per quanto le ultime tre vendemmie (2012-2013-2014) siano comunque state particolarmente ricche sia in volume che in qualità. L’impronta del rapporto di cambio si vede bene guardando ai paesi in cui questo calo si è materializzato: Unione Europea, Giappone, Svizzera e Russia. Ci sono però anche altri problemi: le misure di austerità in Cina hanno ridotto le importazioni del paese, così come i problemi a Hong Kong; entrambi sono mercati decisamente più importanti di quanto lo siano per l’Italia. Guardando avanti, una cosa sembra chiara: se gli americani si lamentavano del cambio nel 2014, il loro problema era soltanto alle porte. Nel 2015 sarà decisamente più dura! Passiamo ai numeri nel resto del post.


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  • Le esportazioni USA hanno toccato 1.49 miliardi di dollari, circa 1.1 miliardi di euro al cambio medio registrato nel 2014 (1.328), con un calo del 4% sul 2012 ma decisamente al di sopra dei numeri del passato, che vedete riassunti nella tabella più sotto. Infatti, la crescita composta delle esportazioni americani sui 5 anni (che incidentalmente partono dal punto più basso) è di circa il 10% annuo.
  • I volumi sono invece saliti del 2% a 4.4 milioni di ettolitri, ma di converso la loro crescita nel tempo è più limitata. Possiamo ben dire che gli USA restano un mercato molto ancorato al mercato locale, dato che dei 20 milioni di produzione meno di un quarto escono dal paese.
  • Passando all’andamento dei diversi mercati, l’Unione Europea cala del 16% a valore a 518 milioni di dollari, con un volume sceso dell’8% a 2.2 milioni di ettolitri. Resta, di poco, il primo mercato a valore per gli americani. Oltre al cambio, il prodotto americano ha subito l’impatto dell’incremento dei dazi sui prodotti alcolici.
  • Cresce invece il mercato canadese, che diventa il secondo mercato di destinazione, con un export di 487 milioni di dollari, in crescita del 7%. Il Canada è molto importante perché oltre all’affinità culturale e di lingua, è il grande mercato dove gli USA vendono a un prezzo superiore alla media, circa 5.2 dollari al litro contro 3.4 medio. Secondo Wine Institute, il valore al dettaglio del vino americano in Canada ha superato 1 miliardo di dollari.
  • Dopo Canada e Unione Europea, che insieme fanno 1 miliardo di dollari, cioè i due terzi del totale, va notato il calo di Cina/Hong Kong del 10% circa a 140 milioni di dollari (combinati), il calo del 13% in Giappone e l’incremento molto significativo di alcuni mercati vicini come il Messico, oltre che delle cosiddette tigri asiatiche.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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