Masi – risultati 2013

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Masi è certamente una delle aziende vinicole più riservate, perlomeno per quanto riguarda la possibilità di analizzare il suo andamento economico. Eppure, secondo alcuni articoli recentemente pubblicati sulla stampa, potrebbe essere in procinto di approdare in borsa, nel mercato dedicato alle piccole aziende (AIM). Sarebbe in realtà la seconda azienda vinicola italiana a provare questa esperienza, visto che negli ultimi giorni è stata ammessa Italian Wine Brands, attraverso un veicolo di quotazione che ha acquistato Giordano e Provinco. Ma torniamo a Masi, per analizzare i dati finio alla fine del 2013. Va detto che Masi è un’azienda vinicola molto profittevole sia in rapporto al fatturato che in rapporto al capitale investito. Questo è frutto di un attento bilanciamento nell’approvvigionamento di materie prime tra vigneti di proprieta e acquisti dall’esterno, ma anche di una segmentazione del prodotto ben fatta, dove la quota di vini DOC, IGT e da tavola è attentamente modulata. I numeri del 2013 e la tendenza degli ultimi anni mostra un percorso di crescita piuttosto lento, frutto di decisioni prudenti e una profittabilità un po’ altalenante, dovuta presumibilmente alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, con un margine MOL del 25%, un ritorno sul capital del 15% e un rapporto debito MOL di 1.4 volte, Masi si pone ai vertici del panorama del settore del vino in Italia. Passiamo a un’analisi più puntuale dei dati.


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  • Le vendite sono calate del 2% nel 2013 a 65 milioni di euro. Il fatturato italiano, meno del 10% del totale, scende del 9% a 5 milioni, mentre le vendite nella comunità europea sono in crescita del 9% a 25 milioni di euro. Infine, le vendite nel resto del mondo (principalmente in Nord America e nei paesi nordici) sono calate nel 2013 del 9%.
  • I margini sono come dicevamo molto elevati. Masi ha chiuso il 2013 con un margine MOL del 25%, quindi 16 milioni di euro, ma con un calo del 12% rispetto al livello del 2012 (e degli anni precedenti) di circa 18 milioni, presumibilmente frutto dell’elevato costo delle materie prime in quell’anno (poi calate come ben sappiamo nel corso del 2014).
  • Il bilancio si chiude con un utile netto dichiarato di 8 milioni di euro, che sarebbe circa 9 milioni se riaggiungessimo l’ammortamento dell’avviamento creato con le acquisizioni.
  • La struttura del capitale è molto solida. L’indebitamento finanziario netto a fine 2013 è stato di 22 milioni, in crescita dai 15 milioni del 2012 a causa di investimenti “eccezionali” per 12 milioni di euro. Rapportato al MOL, il debito è circa 1.4 volte, un livello di tutta tranquillità (era 0.9x nel 2012).
  • Il bilanciamento tra investimenti in vigna e acquisti esterni consente poi a Masi di mantenere un capitale investito relativamente moderato (in cambio di qualche oscillazione nella perfomance economica quando i costi delle materie prime sono volatili). Nel 2013 stimiamo un capitale investito di poco meno di 100 miloni di euro, che confrontato con l’utile operativo (aggiustato per l’ammortamento dell’avviamento) di  14 milioni porta a un ritorno sul capitale del 14.5%, in calo  rispetto al 20% registrato negli ultimi 3 anni. Per gli azionisti, il ritorno dopo le tasse è comunque superiore al 10%, circa l’11% nel 2013 (14% nel 2012.
  • Poco si dice sulle prospettive 2014, ma certamente i forti investimenti effettuati e il calo dei costi delle uve dovranno avere un riscontro negli utili, che è prevedibile siano in ripresa…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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