Posizione e peso dei vini italiani nelle classifiche Livex – aggiornamento 2013

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Nella classifica Livex che abbiamo commentato la scorsa settimana avevamo sottolineato il miglioramento delle posizioni di molti dei nostri vini. Oggi ripresentiamo i dati in modo aggregato per regione di provenienza per vedere le differenze tra i prezzi, i punteggi e anche l’andamento delle quotazioni dei vini. Ne esce un quadro più che lusinghiero per il nostro paese, che sta effettivamente diventando terra di conquista per i collezionisti mondiali del vino, dopo lo “scoppio” della bolla speculativa dei vini bordolesi. A livello di prezzi, meglio degli italiani vanni i vini della Borgogna. E sono proprio i prezzi, fino ad oggi, il problema dei vini italiani, se di problema possiamo parlare. Visti in prospettiva storica dal 2009 a questa parte, i vini italiani sono insieme a quelli del Rodano quelli che si sono rivalutati di meno, forse scontando l’entrata in classifica di nuovi nomi, che tendenzialmente hanno prezzi inferiori a quelli dei marchi già in classifica.

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  • Nel 2014 sono 10 i vini italiani in classifica Livex, il numero più elevato di sempre, in una classifica dominata dai vini francesi, che però scendono a 83, il numero più basso di sempre, come nel 2011. La principale causa del calo dei vini francesi è l’uscita di 5 vini di Bordeaux, che passano da 59 a 54, mentre sono stabili a 16 quelli provenienti dalla Borgogna, così come i 7 Champagne.
  • I 10 vini italiani hanno avuto una quotazione media di 1540 euro per cassa nel 2014, contro una media dei “100” vini Livex di 2190, quindi con uno “sconto” del 30% circa. In termini di prezzo le referenze più elevate sono quelle americane, che però si basano soltanto su due prodotti. In realtà sono i 16 vini di Borgogna con un prezzo medio di 3257 euro per cassa a rappresentare il campione in termini di prezzo, presumibilmente a causa della forte limitazione di volume che questi prodotti hanno viste le superfici vitate della zona.
  • In termini di punteggio medio con una media di 96, si conferma la bontà del prodotto italiano secondo le guide, al pari dei 6 vini del Rodano a 96.2.
  • I prezzi nel 2014 sono rimasti sostanzialmente stabili visti come media tra le zone. In realtà, è una media del pollo, dato che i vini di Bordeaux hanno subito un calo del 4% (che pesa molto essendo applicato a oltre la metà della classifica), mentre i vini di Borgogna sono cresciuti del 9%. I vini di Champagne sono in calo del 2%, mentre come dicevamo quelli italiani nel loro complesso sono leggermente cresciuti. In crescita a doppia cifra sono il vino cileno, i due americani e i 3 australiani.
  • Terminiamo con questo grafico di prospettiva storica, che mette a 100 i prezzi medi per zona del 2009 e li confronta negli anni. Il “best performer” è diventato nel 2014 la Borgogna che ha visto un incremento dei prezzi del 60% (indice 160) cumulato nei 5 anni, superando Bordeaux e Rodano che sono cresciuti cumulativamente del 55% circa. I vini italiani sono cresciuti del 40% nel quinquennio.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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