Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2014

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Dopo il passo falso del secondo trimestre dovuto all’annuncio di nuovi invstimenti, Constellation Brands ha recuperato il terreno perso nel trimestre terminato a ottobre, il più importante dell’anno in ottica stagionale. L’attività è andata bene su tutti i fronti, con un incremento degli utili su base comparabile superiore al 10%, che è un dato importante soprattutto considerando che questo trimestre era il primo che “includeva” la birra Corona anche nella base di comparazione dell’anno scorso. Il management ha dunque aumentato le stime di utile per azione del 3% (dopo un analogo rialzo effettuato a agosto, che porta la stima a essere il 6% più alta delle previsoni originarie fatte a aprile 2014). E il vino? Beh, il segmento vino non si è mosso bene come quello della birra. I margini continuano a crescere (come vedete dal grafico siamo al 24% a livello operativo negli ultimi 12 mesi), ma le vendite quest’anno fanno più fatica. Nel terzo trimestre le “depletions” cioè le vendite al dettaglio dei marchi di Constellation Brands sono state stabili, dopo un incremento del 2.4% nel secondo trimestre e un calo dell’1.8% nel primo trimestre, anche a causa di una base di comparazione piuttosto difficile. Andiamo ad analizzare tutti i numeri insieme

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  • Le vendite consolidate del terzo trimestre sono cresciute del 7% a 1.54 miliardi di dollari, e si compongono di 685 milion di dollari di vendite di vino (-4%), 88 milioni di vendite di superalcolici (+26%, grazie a nuovi flavours di vodka e all’introduzione della Tequila) e 768 milioni di vendite di birra (+16%).
  • I volumi di vendita di vino nel terzo trimestre sono cresciuti del 2% a 18 milioni di casse, con la componente USA stabile e un incremento del 7% delle consegne internazionali che raggiungono così 4.3 milioni di casse. Se invece parliamo di vendite al dettaglio, nel terzo trimestre in USA i marchi CB sono rimasti stabili.
  • Passando ai margini, la parte vino e spirits ha generato quasi 200 milioni di utile operativo (+7%), corrispondente a un margine del 26%, il più elevato di sempre. Ciò è stato ottenuto grazie al contenimento dei costi e ai prezzi di acquisto delle materie prime, molto favorevoli. I margini presi su 12 mesi sono nell’intorno del 24%. La birra invece ha riportato lo stesso utile operativo dello scorso anno con un margine del 23%, che ci porta al mix dei due del 24% circa.
  • L’utile netto di gruppo atterra a 223 milioni di dollari, in crescita del 6% rispetto allo scorso anno. Le previsioni di fine anno sono di chiudere con un utile per azione tra 4.25 e 4.35 dollari, il 3% in più di quanto previsto finora, che significa un incremento su base annua del 32% (3.25 fu l’utile per azione a febbraio 2014).
  • La struttura finanziaria vede un incremento del debito a 7.3 miliardi di dollari, rispetto a 7.1 dello scorso trimestre e ai 7 della fine dello scorso anno fiscale. Quest’anno Constellation ha annunciato significativi investimenti e ha pagato l’ultima tranche di 500 milioni di dollari per comperarsi la Corona. Le previsioni formulate da Bob Sands, Presidente e CEO della società, sono di fare oltre 1 miliardo di dollari di generazione di cassa dall’attività operativa.
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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