Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2014

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Anche se i dati che commentiamo oggi (e martedì sera per gli spumanti) si riferiscono ai primi 9 mesi dell’anno, forse bisogna cominciare a fare qualche conto sulle prospettive del prossimo anno. Lo facciamo proponendo 3 grafici che vi mostrano la prospettiva storica di lungo termine dell’export per categoria e la bilancia commerciale. La sfida infatti nel 2015 si giocherà sul valore delle esportazioni, dato che sarà difficile mantenere i volumi a 20 milioni di ettolitri con la vendemmia 2014, prevista molto scarsa dall’associazione enologi e ISMEA. A tale proposito ci sono un paio di punti di forza che emergono per il vino italiano. Primo, uno scenario di cambi favorevole, soprattutto per quanto riguarda il dollaro. Secondo, una scarsa esposizione ad alcuni mercati emergenti (forse fatta salva la Russia), dove non si vedono sengali di miglioramento. Per ora conviene “godersi” un mese di settembre piuttosto positivo, +6%, che viene dopo un mese di agosto negativo, il che potrebbe anche lasciare intendere che ci sia stato qualche spostamento di calendario. La “velocità” dell’export continua a diminuire, ma resta positiva al 2.5%, mentre i volumi di export restano negativi a -1% ma con un trend che tende a stabilizzarsi a 20 milioni di ettolitri. Come nei mesi precedenti, spumanti molto forti, vini sfusi molto deboli e vini imbottigliati che viaggiano su medie di crescita del 2% circa. Vediamo insieme cosa sta succedendo nelle principali categorie.


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  • Per i vini imbottigliati, i primi 9 mesi sono sostanzialmente stabili (per quanto settembre sia cresciuto del 4%) e si confronteranno con un ultimo trimestre piuttosto sfidante. I volumi scendono dell’1% fino a settembre. Stati Uniti e Germania sono in crescita del 3% entrambe da inizio anno, anche sei dati più recenti, anche grazie alla rivalutazione del dollaro, sono migliori per gli USA, che a settembre crescono del 14%. Sembra invece calare il Regno Unito, sia sui 9 mesi (-3%), che su settembre (-6%). Lo stesso discorso vale per il Canada (-5% nei 9 mesi, in peggioramento).
  • Nei vini sfusi continua il forte calo dei mesi precedenti. In settembre l’export scende del 27% a 30 milioni, con un -10% sul volume e -19% sul prezzo. I dati a settembre sono a -18% sul valore e zero sul volume. Se cominciano a perdere anche i volumi probabilmente la categoria continuerà a perdere rilevanza. La sensazione chiara è che il vino sfuso italiano sia “rimpiazzato” da qualche altro prodotto estero in Germania, mentre il mercato “emergente” del nostro vino sfuso, il Regno Unito, rappresenta ancora meno del 10% del totale.
  • Infine, due parole sugli spumanti, che affronteremo nel prossimo post. Entriamo nella stagione calda per questo prodotto. Settembre è un mese importante e il balzo da 68 milioni dello scorso anno agli 88 di quest’anno (+29%) lascia ben sperare. Siccome la crescita è sempre totalmente imperniata sui volumi (prezzi in calo del 3/5% a seconda dei periodi che si vuole prendere in considerazione), bisognerà attentamente valutare il potenziale ulteriore di sviluppo. Senza poi contare che alcuni mercati potrebbero diventare problematici, come la Russia, che nei primi 9 mesi ha rappresentato 24 dei 555 milioni esportati. Ma di questo parleremo in dettaglio nel prossimo post…
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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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