Campania – produzione di vino DOC/DOCG – aggiornamento Federdoc 2012

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In questo post pre weekend di qui a fine mese pubblicherò quello che resta da mettere in linea per quanto riguarda la produzione di vino 2013 e i dati Federfoc (quelli pubblicabili). Oggi ci occupiamo della Campania, che nel 2013 non ha avuto il balzo produttivo visto nel resto del paese, anzi. Come vedrete dai grafici e dalle tabella la produzione è stata del 6% inferiore alla media storica, contro il +7% italiano. Sebbene i dati “negativi” siano legati alle IGT e ai vini da tavola, la regione resta molto indietro rispetto al resto del paese nel percorso di crescita verso una produzione di qualità. Andiamo ai numeri.

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  • La produzione di vino nel 2013 è stata di 1.64 milioni di ettolitri, che si confronta con una media storica di circa 1.75 milioni. Il confronto è quindi negativo per il 6% circa. Comunque, se confrontata al 2012 la produzione cresce del 7%.
  • I vini rossi sono quelli che hanno avuto in prospettiva storica l’andamento peggiore. Non tanto in confronto con il 2012 (infatti crescono del 10%), quanto se parametrati alla storia della regione, che era abituata a produzioni intorno a 1 milione di ettolitri, quando invece il rimbalzo del 2013 non ha comunque consentito di superare i 900mila ettolitri.
  • Molto meglio va ai vini bianchi, che sono allineati alla produzione storica di circa 750-800mila ettolitri, pur non crescendo contro il 2012. D’altronde è sempre più evidente agli esperti che i grandi vini campani sono bianchi…
  • La stessa divaricazione tra le categorie in crescita contro il 2012 ma non contro la storia si ripropone nelle produzioni per categoria. I vini da tavola crescono dell’8% sul 2012 a 1.18 milioni di ettolitri ma sono il 6% sotto la produzione storica. Gli IGT crescono del 5% (sono comunque pochini in valore assoluto) ma sono il 10% sotto la media. I vini DOC crescono poco, il 2%, ma sono molto vicini ai livelli storici.
  • La visione del 2013 è dunque quella di una regione con una produzione meno volatile della media italiana, ma con un peso ancora troppo rilevante del prodotto di bassa qualità, che copre il 70% della produzione.

 

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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