I risultati delle aziende produttrici di spumante – rapporto Mediobanca, 2012

nessun commento
Print Friendly, PDF & Email
spumanti 2012 0

 

Da un anno a questa parte Mediobanca ha cominciato a calcolare un bilancio cumulato delle prime aziende italiane focalizzate nella produzione di spumanti. Ci proponiamo oggi di analizzare questi dati e di confrontarli con quelli del campione totale. Sono dati vecchiotti, lo so, del 2012, quando il boom degli spumanti era cominciato ma non si era ancora manifestato con la forza che abbiamo visto nel corso del 2013 e dei primi mesi del 2014. Al di là dei numeri che andrò a commentare nel resto del post, mi interessa che passi il messaggio chiave: fino al 2012 produrre spumanti anzichè vini fermi aiutava probabilmente in termini di vendite, non tanto in termini di margini e ritorno sul capitale, dato che le aziende di questo campione (28) hanno avuto un margine operativo del 3.6% contro il 4.8% del campione Mediobanca e un ritorno sul capitale del 4.6% contro il 5.1% del campione totale. Come mai? Ricavi maggiori si associano a investimenti maggiori e anche a un costo del personale più rilevante. Non ultimo, va notato che il mercato degli spumanti è meno orientato all’export del mercato del vino in generale, cosa che determina una minore redditività (delle vendite domestiche rispetto a quelle estere). Passiamo ai numeri.


spumanti 2012 1

 

  • Le 28 aziende del campione hanno mostrato una crescita delle vendite del 3.7% sui 5 anni, fatta di un +0.5% annuo nel mercato italiano e un +11% all’estero. Nel 2012, le aziende in questione avevano un fatturato di 905 milioni di euro, di cui ancora 574 concentrato in Italia e soltanto 331 generati all’estero.
  • La struttura dei profitti vede un MOL di circa il 7.5% delle vendite nel 2012, quindi circa 68 milioni di euro (ma aveva anche toccato quasi il 9% in passato), con un peso degli ammoramenti del 4% delle vendite circa. Rispetto al campione mediobanca totale, 1 punto percentuale in meno di margine e la medesima quantità di fatturato da investire.
  • Come fa giustamente notare il rapporto Mediobanca, la produttività del lavoro è superiore, circa 100mila euro di valore aggiunto per dipendente contro il totale campione a circa 87mila, che però viene vanificato dal costo del lavoro superiore.
  • Le conseguenze sono nei grafici che trovate di seguito, dove l’andamento calante dei margini partito nel 2010 ha addirittura accentuato la differenza con i margini del segmento vini totali. E dove come dicevamo sopra, il ritorno sul capitale viaggia su un livello piuttosto basso (4.6% contro il 5.1% del campione totale), anche se in questo caso non possiamo distinguere tra cooperative e non cooperative.
  • Insomma, il settore preso nel suo insieme cresce velocemente all’estero ma è ancora fortemente esposto al mercato domestico, molto di più di quello che si può immaginare quando si leggono i brillanti dati sulle esportazioni.
spumanti 2012 2
spumanti 2012 3
spumanti 2012 4
spumanti 2012 5
Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

Lascia un commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>